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Anticipi con il contagocce

del 03/12/2010
di: di Daniele Cirioli
Anticipi con il contagocce
La donazione della prima casa non permette di ottenere un'anticipazione dal fondo pensione, perché l'anticipo è possibile esclusivamente in ipotesi di acquisti di proprietà che comportino oneri a carico dell'iscritto al fondo pensione (cosa che non succede con la donazione). Lo precisa, tra l'altro, la Covip in risposta ad alcuni quesiti posti da un fondo pensione in tema di anticipazioni per acquisti della prima casa di abitazione.

Quali acquisti della prima casa. Con il primo quesito è stato chiesto se sia da ritenersi ammissibile l'erogazione dell'anticipazione in caso di (successiva) cointestazione di un immobile che risulti intestato in via esclusiva alla persona convivente. In altre parole, è stato chiesto se il diritto all'anticipazione sussista anche per l'acquisto di «una quota» della prima casa di abitazione. La Covip risponde affermativamente. Aggiungendo, inoltre, che l'anticipazione è da ritenersi ammissibile anche a fronte di un acquisito immobiliare effettuato dal coniuge dell'iscritto in regime di comunione legale dei beni, poiché tutti gli acquisti effettuati in costanza di matrimonio da uno dei coniugi entrano ex lege nel patrimonio dell'altro nella misura del 50%.

Tipologia di acquisti. Quanto alle modalità di acquisto della proprietà (a titolo oneroso, cioè pagando un corrispettivo, o anche a titolo gratuito, in base ad atto di donazione della proprietaria), la Covip spiega che il dlgs n. 252/2005 ha previsto la disciplina delle anticipazioni al fine di contemperare l'interesse dell'iscritto ad acquistare la prima casa di abitazione con la generale finalità, cui è preposta la previdenza complementare, di favorire la costruzione di una rendita pensionistica aggiuntiva. La norma che consente di conseguire anticipatamente la prestazione di previdenza complementare trova, quindi, la sua ratio nell'esigenza di concorrere al pagamento del corrispettivo del bene oggetto di acquisto. Pertanto, è da ritenersi escluso che possa conseguirsi un'anticipazione per acquisti della proprietà che non comportano oneri a carico dell'iscritto, come nel caso della donazione. Né può assumere rilievo il fatto che l'iscritto dichiari di aver provveduto, al momento dell'originario acquisto della casa da parte della convivente, al pagamento del prezzo di compravendita. In conclusione, solo un acquisto a titolo oneroso di una quota immobiliare, intestata all'iscritto o ai figli, può essere presa in considerazione quale valida causale ai fini della corresponsione dell'anticipazione, fermo restando che l'anticipazione stessa dovrà essere erogata avendo a riferimento il valore della quota pagata dall'iscritto, risultante dal contratto di compravendita, e non quello dell'intero immobile.

Tempi di erogazione. Un ulteriore quesito riguarda i tempi di erogazione dell'anticipazione rispetto alla data di acquisto della proprietà. La Covip spiega che è necessaria una stretta connessione tra richiesta di anticipo e acquisto dell'immobile, connessione da escludersi nel caso di acquisto già avvenuto qualora il decorso del tempo «sia tale da interrompere ogni collegamento funzionale tra le somme da erogare e l'esigenza tutelata dalla norma». Precisando infine che questo nesso di causalità va valutato tenendo presente il momento dell'acquisto della quota di proprietà da parte dell'iscritto, e non già quello dell'acquisto effettuato dalla persona convivente.

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