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Iva, il rimborso con il quadro Vr

del 03/12/2010
di: di Franco Ricca
Iva, il rimborso con il quadro Vr
Il rimborso del credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale sarà richiesto compilando il quadro VR della dichiarazione stessa, e non più attraverso il separato modello VR indirizzato all'agente della riscossione. Questa la principale novità della modulistica della dichiarazione Iva 2011, predisposta in bozza dai tecnici dell'Agenzia delle entrate e pubblicata ieri sul sito internet dell'Agenzia. La novità, che trova fondamento delle disposizioni del dl n. 78/2009, manda in archivio, insieme al modello VR, la problematica del diniego del rimborso del credito per mancata presentazione del modello, che ha generato numerose controversie in questi anni. Debuttano nella dichiarazione, inoltre, le prestazioni «generiche» non territoriali rese nei confronti di committenti soggetti passivi stabiliti in altri paesi dell'Ue.

La nuova procedura del rimborso annuale

Com'è noto, finora il rimborso annuale del credito Iva doveva essere richiesto presentando all'agente della riscossione il modello VR (per le società controllanti, il prospetto 26/PR), a partire dal 1° febbraio e fino al termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale. L'art. 10, comma 1 del dl 78/2009 ha però integrato l'art. 3, comma 1, del dpr n. 322/98, per consentire ai contribuenti che intendono utilizzare in compensazione, oppure chiedere a rimborso, il credito risultante dalla dichiarazione annuale Iva di presentare la dichiarazione stessa in forma autonoma (e dunque a partire dal 1° febbraio). Riferendosi anche ai contribuenti che intendono chiedere il rimborso, tale disposizione prefigurava il “pensionamento” del modello VR: se infatti viene consentito di presentare, ai fini del rimborso, la dichiarazione annuale in forma autonoma, il predetto modello, istituito all'epoca al fine di anticipare l'avvio della procedura di rimborso, rispetto al momento (successivo) di presentazione del modello Unico, non ha più senso. Lo stesso dl 78/2009, inoltre, ha modificato le disposizioni dei periodi settimo e ottavo del primo comma dell'art. 38-bis, dpr 633/72, prevedendo che con provvedimento dell'Agenzia delle entrate sono definite le ulteriori modalità ed i termini per l'esecuzione dei rimborsi. L'innovazione procedurale prefigurata dal dl 78/2009 scatterà l'anno prossimo, con riferimento al credito Iva dell'anno 2010. Dalle bozze della dichiarazione e delle istruzioni del modello Iva 2011 rese note ieri, infatti, emerge l'inserimento, nella dichiarazione, del quadro VR, che dovrà essere utilizzato dai contribuenti che intendono chiedere il rimborso del credito d'imposta risultante dalla dichiarazione annuale relativa al 2010, i quali, pertanto, non dovranno più presentare il modello VR all'agente della riscossione. Il quadro VR non va utilizzato dalle società controllanti, che utilizzano invece il prospetto 26PR.

Non viene comunque meno la procedura di erogazione del rimborso c.d. semplificata, ossia direttamente a cura dell'agente della riscossione, nel limite stabilito dalla legge e nella misura indicata dal contribuente nel quadro VR. Il nuovo quadro, sostanzialmente conforme al modello VR, prevede anche l'indicazione dell'ammontare del rimborso erogabile senza garanzia ai contribuenti «virtuosi» e la specificazione dell'eventuale condizione che dà diritto all'erogazione in via prioritaria.

Altre novità della dichiarazione

Fra le altre novità della dichiarazione annuale 2011 va evidenziata la soppressione del campo 4 nel rigo VE30, nel quale andava riportato l'importo delle prestazioni di servizi intracomunitarie non imponibili che concorrevano al plafond secondo la disciplina vigente fino al 31/12/2009. Sempre nel quadro VE, è stato aggiunto il rigo VE39, nel quale va riportato l'ammontare delle prestazioni di servizi «generiche», non soggette all'Iva a sensi dell'art. 7-ter, rese nei confronti di soggetti passivi Ue; tali prestazioni, ancorché non territoriali in Italia, sono comunque sottoposte all'obbligo di fatturazione ai sensi dell'art. 21, comma 6, del dpr 633/72 (e, conseguentemente, all'obbligo di registrazione), ma non concorrono alla determinazione del volume d'affari del contribuente. L'ammontare di queste prestazioni risponde a esigenze di monitoraggio e di quadratura contabile, ma non influenza i calcoli della dichiarazione.

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