Consulenza o Preventivo Gratuito

La tendenza fissa il licenziamento

del 02/12/2010
di: di Daniele Cirioli
La tendenza fissa il licenziamento
La tutela reale (articolo 18) è esclusa nel caso di licenziamenti dei dipendenti di organizzazioni di tendenza (associazioni politiche, sindacali, culturali, di religione ecc.) al ricorrere di tre condizioni: natura non imprenditoriale dell'attività svolta; assenza di scopo di lucro; natura di tendenza dell'attività svolta. Lo spiega, tra l'altro, il parere n. 28/2010 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.

Le organizzazioni di tendenza sono quei «datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto». Per espressa previsione di legge, tali organizzazione sono escluse dal campo di applicazione della tutela reale per le ipotesi di licenziamento ingiustificato (articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la legge n. 300/1970), mentre sono soggette alla sola tutela obbligatoria (articolo 4 della legge n. 108/1990), salvo per le ipotesi di vizio di forma o di licenziamento discriminatorio.

A tal fine, come già detto, occorre la ricorrenza di tre i requisiti. Sul primo requisito, il parere spiega che la giurisprudenza ritiene condizione indispensabile l'assenza di una struttura imprenditoriale, intesa come organizzazione economica complessa di personale e di beni strumentali. Il secondo requisito consiste nell'assenza di scopo di lucro ed è riferibile all'attività esercitata. Ciò significa che quest'ultima, dunque, non può essere finalizzata al raggiungimento di utili, mentre è irrilevante che gli eventuali proventi vadano a copertura dei costi di gestione.

Una volta esclusa la natura imprenditoriale dell'organizzazione, e accertata l'assenza di finalità di lucro nell'attività svolta, il terzo requisito riguarda la natura dell'attività stessa che deve essere «di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto». Secondo il parere dei consulenti del lavoro rientrano tra le organizzazioni di tendenza anche quei datori di lavoro che non hanno finalità «orientate» (cioè di tendenza in senso stretto), ma che svolgono attività culturali e di rilevanza sociale (quali gli enti culturali e d'istruzione). Infine, il parere spiega che una parte minoritaria della giurisprudenza ha ritenuto applicabile la tutela obbligatoria ai lavoratori che svolgano mansioni «di tendenza», garantendo l'articolo 18 a chi svolge mansioni «neutre» (per esempio, custode o fattorino).

vota