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Ppc, chi vende prima il terreno perde l'aiuto

del 02/12/2010
di: La Redazione
Ppc, chi vende prima il terreno perde l'aiuto
L'inosservanza del termine decennale di mancata rivendita del terreno acquistato con le agevolazioni della vecchia piccola proprietà contadina (oggi cinque anni), determina la revoca delle agevolazioni fiscali concesse in base alla legge 604/1954. Questo termine, deve essere osservato anche dagli eredi nel caso di morte del beneficiario richiedente l'agevolazione; la rivendita da parte degli eredi nel periodo di consolidamento dell'agevolazione quindi, consentirà all'erario il recupero dei benefici in capo agli stessi eredi anche se il divieto di alienazione era un obbligazione assunta personalmente dal de cuius ed in capo agli eredi si sia verificata l'impossibilità di provvedere alla coltivazione del fondo. Sono le precise conclusioni che si leggono nella sentenza n. 133/20/10 emessa dalla sezione venti della Commissione tributaria regionale del Lazio, depositata in segreteria lo scorso 2 novembre. I giudici regionali romani hanno chiarito che il termine di intrasferibilità del terreno, viene trasferito anche agli eredi che, volendo conservare l'agevolazione non dovranno alienare il terreno prima del menzionato termine decennale. E' utile precisare che, con l'introduzione dell'articolo 11 del dlgs n. 228/2001, i termini di divieto di trasferimento sono passati da dieci a cinque anni; termine quest'ultimo, che, secondo i giudici regionali capitolini, non è comunque applicabile al caso in trattazione. I giudici regionali, sulla base della sentenza n.1546/2003 della cassazione hanno stabilito che la decadenza delle agevolazioni tributaria a favore della piccola proprietà contadina, prevista dall'articolo 76 della legge n. 604 del 1954, colpisce l'acquirente il quale, prima del termine decennale stabilito, aliena volontariamente il bene acquistato anche nel caso in cui l'alienazione sia disposta dall'erede del beneficiario. Più in particolare, hanno proseguito i giudici, poiché l'erede succede al defunto a titolo universale, subentrando anche nella specifica situazione giuridica soggettiva passiva di divieto di alienazione del bene nel termine predetto, non rileva nemmeno la circostanza che la vendita sia stata determinata dall'impossibilità per l'erede di provvedere alla coltivazione del fondo. In tal senso, i giudici di legittimità non hanno ravvisato la causa di forza maggiore tale da escludere la decadenza, visto che un evento del genere è ravvisabile quando questo agisce in senso assoluto e oggettivo, ossia come una causa esterna non imputabile al contribuente.

Benito Fuoco

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