Consulenza o Preventivo Gratuito

Gli aiuti al rinnovabile in bolletta

del 30/11/2010
di: di Luigi Chiarello
Gli aiuti al rinnovabile in bolletta
Addio costi indiretti legati alla produzione di energia rinnovabile. L'onere legato all'incentivazione delle fonti alternative verrà recuperato sul prezzo dell'energia, ricavato dalle tariffe. Cioè, ricadrà per intero in bolletta. Non solo: nei contratti di compravendita o locazione di edifici o singole unità immobiliari dovrà essere inserita una clausola apposita con cui l'acquirente (o il conduttore) darà atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione sulla certificazione energetica dell'edificio. Di più: da gennaio del 2012, tutti gli annunci di vendita di edifici o singoli appartamenti dovranno riportare l'indice di prestazione energetica, contenuto nell'attestato di certificazione energetica. E quanto prevede il nuovo schema di dlgs per l'incentivazione delle energie alternative, stamane al vaglio del consiglio dei ministri. Il provvedimento, che dice addio al borsino dei certificati verdi, come strumento di recupero dei costi indiretti, serve a recepire nell'ordinamento italiano la direttiva 2009/28/Ce. L'obiettivo è esplicito: assicurare che, entro il 2020, il 17% dell'energia consumata nel paese sia prodotta da fonti rinnovabili. Il target rientra nel quadro della più ampia strategia europea «20-20-20». Che punta a: ridurre del 20% le emissioni di gas serra, aumentare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili. Il tutto entro dieci anni. Così, a conti fatti, il dlgs stamane al vaglio dell'esecutivo è in realtà una riforma complessiva dell'intero sistema di produzione e incentivazione delle energie da fonti rinnovabili.

Edilizia. Oltre ai nuovi obblighi di trasparenza nelle compravendite sulla certificazione energetica degli edifici, lo schema di dlgs prevede nuovi vincoli per i progetti di edifici di nuova costruzione e per i progetti di ristrutturazioni rilevanti. In particolare, questi progetti dovranno prevedere (a pena diniego di rilascio del titolo edilizio), l'utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, elettricità e raffrescamento. Gli incentivi in materia, va detto, saranno risicati.

Verrà introdotto, però, un premio, pari a un aumento volumetrico del 5%, accompagnato da una facilitazione amministrativa, per gli edifici di nuova costruzione e per le ristrutturazioni su edifici esistenti, che coprano, con energie rinnovabili, il 30% in più dei consumi di calore, elettricità e raffrescamento (rispetto ai minimi obbligatori, ndr). Non solo. I soggetti pubblici potranno cedere a terzi, mediante gara, i tetti degli edifici di proprietà per far realizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che operino in regime di scambio sul posto.

Il nuovo sistema di aiuti. Entrerà in vigore a fine 2012. Infatti, il dlgs stabilisce un periodo di transizione dall'attuale sistema di certificati verdi al nuovo. Quest'ultimo si basa su un meccanismo di aste e su una tariffa fissa. In particolare, i nuovi sistemi di incentivazione, per gli impianti in esercizio dal 2013, consisteranno in tariffe per i piccoli impianti (fino a 10 MW) e in aste al ribasso per gli impianti di taglia maggiore.

Con il doppio meccanismo di aiuti, spiegano i tecnici del governo, il dlgs punta, da un lato, «a dare certezza e bancabilità ai piccoli investitori», dall'altro a «stimolare i più grandi a comportamenti efficienti».

Comunque, da questo sistema restano fuori alcune categorie di impianti, come quelli alimentati a biomasse, biogas e bioliquidi. Per essi, avverte la relazione illustrativa al vaglio dell'esecutivo, «la dipendenza del costo dell'energia dal costo della materia prima rende necessario ricorrere a una tariffa binomia, con una parte correlata all'andamento dei costi della stessa materia prima».

Autorizzazione Unica. Questo è il regime autorizzatorio di riferimento per gli impianti di maggiore potenza. Si applica alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche alle opere ad essi connesse e alle infrastrutture per questi indispensabili. Secondo il dlgs al vaglio del governo, il procedimento di autorizzazione unica dovrà durare al massimo 180 giorni, che scendono a 90 nel caso di impianti sottoposti a valutazione di impatto ambientale. Un prossimo decreto del ministro dello sviluppo economico individuerà per ogni tipo di impianto e di fonte energetica, gli interventi per cui è obbligatorio il percorso di autorizzazione unica. Fino a quando, però, questo decreto non sarà emanato, il dlgs non considera «sostanziali» (ai fini della comunicazione unica, ndr), gli impianti fotovoltaici, idroelettrici ed eolici esistenti, che non comportano variazioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture e dell'area destinata ad ospitare gli impianti. Né le opere connesse.

Dire. Lo schema di dlgs introduce, infine, un nuovo strumento, ma articolato in due. Il primo è l'istituto speciale della «Denuncia di impianto alimentato da energia rinnovabile», il secondo è la «comunicazione di impianto alimentato da energia rinnovabile». Entrambi sono parte del nuovo sistema, denominato DIRE, che si applicherà agli impianti fino ad oggi assoggettati a Dia edilizia. E agli impianti fino ad un MW di potenza, che le regioni dovranno, però, individuare «nell'esercizio della loro potestà legislativa», spiega la relazione allegata al dlgs. Alle molte semplificazioni, che accompagnano la DIA edilizia, la DIRE aggiungerà anche tempi più rapidi nell'acquisizione dei pareri che devono giungere dell'amministrazione comunale.

vota