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Conciliazione ai periti industriali

del 26/11/2010
di: La Redazione
Conciliazione ai periti industriali
Il Consiglio nazionale dei periti industriali scende in campo in tema di conciliazione. E si mette in pista per organizzare la formazione dei futuri periti industriali-mediatori e per creare organismi di conciliazione ad hoc sul territorio che potranno svilupparsi in tutti quei segmenti di diritto in cui la categoria è particolarmente esperta e per i quali la conciliazione, dal marzo del 2011, sarà obbligatoria in particolare le tematiche inerenti l'infortunistica stradale e diverse questioni legate alla proprietà immobiliare. Nella mediazione facoltativa, invece, l'attività dei periti conciliatori potrebbe spingersi anche sulle questioni inerenti la sicurezza dei luoghi di lavori e la responsabilità professionale per la progettazione, direzione ed esecuzione dei lavori inerenti gli impianti e le opere edilizie pubbliche e private. L'attività di mediazione è sempre stata considerata una materia per avvocati e professionisti dell'area economica, ma, con la nuova normativa, il ventaglio delle possibilità si è enormemente ampliato, basti pensare che il numero delle mediazioni ipotizzate va dal milione (stima ministero della giustizia) ai 5 milioni (stima Sole 24Ore) e parecchie riguarderanno proprio materie tipiche del perito industriale, che, peraltro, con l'enorme ventaglio di specializzazioni esistenti sarà in grado di volgere questa attività con piena consapevolezza. Un po' per queste ragioni, un po' anche a causa della crisi economica che morde la categoria non si vuole perdere questa opportunità professionale. Per arrivare a questi obiettivi il Cnpi ha messo a punto una strategia, che sarà ufficialmente deliberata in occasione della prossima riunione del vertice della categoria, e che passa attraverso l'immediata creazione di un proprio organismo di mediazione e il convenzionamento con i più qualificati enti formatori in modo di garantire percorsi formativi di alto livello. Nel frattempo sono già in corso trattative per lo sviluppo di un software in grado di gestire tutte le attività connesse con il costituendo organismo di mediazione della categoria. Il progetto, prevede in questa fase iniziale, la creazione di un solo organismo, strutturato con unità locali periferiche identificate nei collegi che desidereranno aderire all'iniziativa. Ovviamente il numero degli organismi di mediazione della categoria potrà comunque aumentare a seconda delle esigenze e delle dimensioni dei singoli collegi territoriali, che potrebbero decidere la creazione di separati organismi. A breve, quindi, ogni perito industriale che ne farà richiesta potrà partecipare ad un percorso formativo che, superata la prova di valutazione finale, consentirà di ottenere un attestato di mediatore civile professionista che ha valore di legge. Questo attestato, insieme ai requisiti previsti per legge, consente di richiedere l'iscrizione presso gli organismi di conciliazione, fino ad un massimo di cinque tra cui, ovviamente, quello più attinente le competenze del perito industriale e più interessante per la categoria diventerà inevitabilmente quello del Cnpi.
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