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Cassa ragionieri, più attenzione ai giovani

del 26/11/2010
di: Marco Caiazzo
Cassa ragionieri, più attenzione ai giovani
Pre-iscrizione dei praticanti e tirocinanti e passaggio di parte del contributo integrativo, per le giovani generazioni, nel montante contributivo. Sono alcune delle ipotesi allo studio della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri per la tutela dei suoi associati più giovani, in un momento in cui sono proprio le nuove leve del mondo professionale a pagare lo scotto della crisi. «La pre-iscrizione permetterebbe di iniziare a creare il proprio montante contributivo, grazie ad un versamento simbolico effettuato nel periodo della pratica prima di diventare professionista. Allo stesso tempo, riteniamo che la strada che prevede il passaggio di parte del contributo integrativo nel montante sia da percorrere con decisione, e recentemente dal ministero dell'Economia sono arrivate le prime aperture in merito», spiega Paolo Saltarelli, presidente dell'Istituto previdenziale dei ragionieri.

Ma le iniziative a tutela dei più giovani non finiscono qui. La stessa partecipazione da parte della Cnpr, come di altri Enti, al progetto dell'housing sociale fortemente voluto dai ministri Tremonti, Sacconi e Matteoli, potrebbe rappresentare un'importante ancora di salvataggio per i giovani professionisti che devono fronteggiare una questione delicata come quella abitativa.

Domanda. Presidente Saltarelli, anche nel mondo dei professionisti è necessario trovare forme di tutela per le giovani generazioni?

Risposta. È fondamentale assicurare loro una certa serenità, in un contesto tutt'altro che facile. Se è vero infatti che le professioni hanno saputo resistere tenacemente alle dure spallate della crisi economica, è anche vero che a pagare sono stati proprio quei lavoratori con una minore anzianità professionale. Allo stesso tempo, bisogna aggiungere come le nuove generazioni potrebbero in futuro essere colpite dal peso dei precedenti sistemi pensionistico-assistenziali, evidentemente troppo generosi con i loro padri. Appare evidente, dunque, la necessità di trovare forme di assistenza adatte a offrire garanzie a chi non ne ha. La Cassa ragionieri è al lavoro su questo.

D. Si tratta di una questione delicata: se i lavoratori dipendenti possono rivolgersi al welfare, il mondo professionale necessiterebbe di appositi strumenti…

R. Alcuni istituti appartenenti al modello di Stato sociale che esiste per i lavoratori dipendenti potrebbero essere presi ad esempio. Non so se sia possibile applicare tutele come la cassa integrazione anche ai liberi professionisti. Ma certamente è necessario trovare, in fretta, soluzioni mirate e adeguate alle esigenze di questi lavoratori.

D. Utilizzando una parafrasi molto in voga in questi mesi, sembra che l'Italia non sia un Paese per giovani.

R. L'impressione, effettivamente, è che nel nostro Paese non si sia pienamente consapevoli dell'importanza e della necessità di compiere investimenti concreti sulle idee e sulla voglia di emergere dei più giovani, per aumentare la competitività della nostra economia e ridurre il gap che ci separa dal resto d'Europa. Perché ciò accada, è necessario coinvolgere i giovani nei meccanismi di crescita e affidare loro responsabilità che ad oggi gli vengono precluse.

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