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Il Terzo settore sotto scacco

del 26/11/2010
di: di Valerio Stroppa
Il Terzo settore sotto scacco
Cancellare i benefici fiscali previsti per gli enti non profit potrebbe «sconvolgere una struttura che è la base della società civile» e quindi «è necessario attivarsi per la difesa, proponendo azioni che potrebbero rientrare nell'ambito di una class action». È quanto afferma il presidente della Fondazione Antonio Uckmar, Victor Uckmar, relativamente all'avvio, da parte della Commissione europea, di un'indagine approfondita per stabilire se l'esenzione Ici sugli immobili usati dagli enti non commerciali e alcune agevolazioni ai fini delle imposte dirette previste dal Tuir costituiscano una violazione della normativa comunitaria sugli aiuti di stato (si veda ItaliaOggi del 13 ottobre scorso). In particolare, sotto la lente di Bruxelles sono finiti l'esenzione Ici per i fabbricati utilizzati da enti non commerciali (assistenziali, previdenziali, sanitari, culturali, sportivi e religiosi) che svolgono anche attività commerciali, nonché l'articolo 149, comma 4 del Tuir, il quale stabilisce le condizioni che possono determinare la perdita dello status di ente non commerciale, escludendo però da tale disposizione gli enti ecclesiastici e le associazioni sportive dilettantistiche. Secondo la Fondazione Antonio Uckmar, già nel 2008 la Commissione Ue aveva esaminato le medesime agevolazioni a favore degli enti ecclesiastici, rilevando che essi non costituivano aiuti di Stato. Inoltre, spiega la Fondazione, «l'Ici appartiene ai comuni e l'esenzione non può annoverarsi fra gli aiuti di Stato, come a contrariis riconosciuto dalla Corte di giustizia con la sentenza di Canarie». E a tutela delle agevolazioni agli enti non commerciali, i quali «sopperiscono alle esigenze sociali che lo stato non è in grado di assicurare e quindi si tratta non di aiuti di stato, ma di aiuti allo stato», la Fondazione Uckmar ipotizza una serrata azione in difesa di un terzo settore giudicato «fondamentale per la vita dello stato», anche tramite un'eventuale class action. Va rilevato che il governo italiano, mediante una nota del ministero degli esteri, si è detto «convinto di poter dimostrare in maniera chiara e definitiva alla Commissione le buone e fondate ragioni che giustificano la disciplina contestata, la quale non determina una violazione a favore delle proprietà ecclesiastiche della normativa europea sugli aiuti di stato. Sono del resto le conclusioni alle quali la stessa Commissione era già giunta una prima volta nel 2008».

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