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Meno emissioni nei centri urbani

del 24/11/2010
di: Pagina a cura di Renato Narciso
Meno emissioni nei centri urbani
Continua la campagna di FareAmbiente per favorire e incentivare l'uso dell'auto elettrica in Italia. Il presidente nazionale Vincenzo Pepe, la scorsa settimana si è recato a Milano, presso il Castello Sforzesco, al Roadshow Renault Zero Emissioni, organizzato dalla casa automobilistica francese per provare di persona questo nuovo tipo di automobile che, se ben utilizzata, potrebbe sensibilmente diminuire le emissioni di gas soprattutto nelle grandi metropoli.

Domanda. Presidente Pepe, la scorsa settimana lei ha provato questo nuovo tipo di veicolo, che ne pensa?

Risposta. Sono entusiasta, guardando l'evoluzione di questi nuovi modelli mi convinco sempre più che l'incentivazione e la diffusione dell'auto elettrica siano la chiave di volta per la mobilità sostenibile, specialmente nei grandi centri urbani.

D. E cosa bisogna ancora fare affinché l'auto elettrica diventi una realtà?

R. C'è bisogno di ecoincentivi e della realizzazione di una rete di ricarica veloce. Attualmente con le prese elettriche normali occorrono circa 12 ore per una ricarica completa ma, con le nuove colonnine basterebbero 20 o 30 minuti. La legge Ghiglia, ne prevede l'installazione in tutti i punti nevralgici delle maggiori città, persino nei grossi condomini o nei parcheggi delle grosse aziende.

D. E a che punto è questa legge?

R. Agostino Ghiglia, primo firmatario della suddetta, ci ha personalmente comunicato che la scorsa settimana è stata incardinata nelle Commissioni competenti l'indagine conoscitiva sulla proposte di legge relativa allo sviluppo di una rete infrastrutturale di ricarica per i veicoli elettrici, e già nella prima settimana di dicembre ne è prevista la calendarizzazione nella IX e X Commissione, in seduta congiunta per l'audizione dell'Autorità per l'Energia elettrica e il Gas. Ringrazio vivamente l'onorevole Ghiglia per la sensibilità e la disponibilità dimostrata verso FareAmbiente. Ovviamente la mia gratitudine va anche ai presidenti delle commissioni ambiente, trasporti e attività produttive, Angelo Alessandri, Mario Valducci e Manuela Dal Lago. Dal canto nostro, noi di FareAmbiente - Movimento ecologista europeo, proporremo di inserire nella legge finanziaria gli incentivi per l'acquisto di auto elettriche.

D. Che diffusione pensa potranno avere le auto elettriche? Crede potranno un giorno sostituire le auto a benzina e a gasolio?

R. È un obiettivo ambizioso, ma nel lungo termine, quando la tecnologia lo permetterà. Nel breve medio termine, intendo nei prossimi tre-quattro anni, l'obiettivo è riuscire a sostituire il 10% del parco auto nazionale. Quindi considerando che attualmente in Italia circolano quasi 42 milioni di auto, il conto è presto fatto. Tuttavia non crediamo che tale percentuale sarà omogenea sul territorio. Le attuali caratteristiche tecniche delle nuove auto, lasciano intuire che la diffusione maggiore si avrà nelle grandi metropoli, dove del resto è maggiore l'inquinamento da monossido di carbonio.

D. Si spieghi meglio…

R. Attualmente l'autonomia delle batterie al litio, è di circa 160 chilometri, si calcola che gli automobilisti metropolitani percorrono una media di 50-60 chilometri al giorno, quindi un'auto elettrica avrebbe un'autonomia di due-tre giorni. Il costo per 100 chilometri è di circa 2,5 euro contro i 7,5 di quelle a benzina o a gasolio. Inoltre i motori elettrici richiedono manutenzione, e quindi costi, minori rispetto a quelli tradizionali. Con i dovuti incentivi e agevolazioni, come il permesso di accedere alle Ztl o l'abolizione del pagamento nelle strisce blu, molti italiani sarebbero sicuramente attratti dalla trazione elettrica. Con una adeguata rete di rifornimento-ricarica sarà sicuramente il mezzo di trasporto ideale nelle grandi città. La posta in gioco è enorme, c'è di mezzo la qualità dell'aria e la salute degli italiani. Secondo dati dell'organizzazione mondiale della sanità, sono più di 8 mila i morti nel Belpaese a causa delle polveri sottili frutto della combustione di idrocarburi ovviamente soprattutto nelle grandi città dove maggiore è lo smog.

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