Consulenza o Preventivo Gratuito

Risparmio energetico avanti tutta

del 24/11/2010
di: La Redazione
Risparmio energetico avanti tutta
Dagli accordi di Kyoto ai futuri edifici ad emissioni zero: questa è la strada lunga che punta al risparmio energetico. Nel lontano 1997 presso la città giapponese di Kyoto è stato sottoscritto da oltre 160 paesi, un trattato internazionale per arginare il problema del riscaldamento globale. L'accordo, la cui effettiva entrata in vigore risale al 2005, prevede l'obbligo per i paesi industrializzati di provvedere a una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti per il quinquennio 2008-2012 in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni del 1990, che viene considerato come anno di riferimento. L'Unione europea si adegua e approva il 12 dicembre 2008, l'accordo 20-20-20, che stabilisce per gli stati membri, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l'aumento del 20% dell'efficienza energetica e il raggiungimento della quota del 20% di fonti da energia rinnovabile. Ma per raggiungere gli obiettivi di limitazione delle emissioni di gas serra, e per favorire lo sviluppo e l'integrazione delle fonti rinnovabili, l'unione europea punta al rendimento energetico nell'edilizia. E infatti lo scorso 18 maggio il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva 2010/31/Ce sulla prestazione energetica dell'edilizia, che ha sostituito la precedente normativa(2002/91/Ce). La nuova direttiva stabilisce che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere a energia quasi zero, dovranno cioè avere una altissima prestazione energetica tale da coprire il loro fabbisogno energetico attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili prodotte all'interno degli stessi edifici o nelle loro vicinanze. Per gli edifici pubblici di nuova costruzione la normativa prevede tempi più brevi, energia ad impatto zero, entro dicembre del 2018. Inoltre la normativa sottolinea l'importanza di disporre incentivi e finanziamenti per favorire l'efficienza energetica degli edifici e il passaggio a edifici a energia quasi zero. E per gli edifici esistenti? Quelli che saranno sottoposti a ristrutturazioni rilevanti dovranno soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica. Quindi le parole d'ordine per il prossimo futuro nel campo dell'edilizia sono: risparmio energetico ed edifici certificati. Tutto questo inoltre non fa solo bene all'ambiente. Infatti secondo una ricerca condotta dall'economista olandese Nils Kok evidenzia che gli edifici «verdi» sono una nuova fonte di investimento. Gli edifici certificati verdi, infatti, riportano un aumento dell'8,5% nei ricavi dell'affitto e si vendono meglio e più facilmente. I numeri dello studio rivelano che il tasso di vendita è, inoltre, superiore del 13% rispetto ai concorrenti edifici sprovvisti di certificazione. Lo studio si basa sull'esame di quasi 27 mila edifici, solo immobili non residenziali, localizzati nelle principali metropoli americane, tra cui San Francisco, Boston, Chicago, Atlanta, Dallas, Washington DC e Los Angeles. Tutti questi edifici certificati, hanno riportato costi di gestioni più bassi. Non solo un edificio a certificazione green vede valorizzata la propria immagine aziendale, con un conseguente miglioramento di produttività interna e orgoglio degli utenti.
vota