Consulenza o Preventivo Gratuito

Opportuno ridurre l'aggio di Equitalia spa

del 23/11/2010
di: Maurizio Villani
Opportuno ridurre l'aggio di Equitalia spa
Al rapporto esattoriale ineriscono numerose misure a favore di Equitalia spa:

1) diritto all'aggio;

2) percentuale sull'interesse di mora;

3) diritto alle spese di esecuzione ed alle spese di notifica;

4) diritto al rimborso delle quote inesigibili.

È importante ricordare che, a decorrere dal 1° ottobre 2006, è stato soppresso il sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione e le funzioni relative alla riscossione nazionale sono state attribuite all'Agenzia delle entrate che le esercita tramite Equitalia spa.

L'art. 17, comma 1, dlgs n. 112/99 stabilisce che l'attività dei concessionari (oggi agenti della riscossione) è remunerata con un aggio, che ha natura tributaria.

La misura dell'aggio, disciplinata dall'art.17 dlgs. n. 112/99 nel corso degli anni, ha subìto rilevanti modifiche. Oggi, il contribuente deve pagare a Equitalia spa le seguenti percentuali di aggio:

4,65%, in caso di pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale;

- 9%, in caso contrario, senza alcun frazionamento annuale;

- 1%, limitatamente alla riscossione spontanea a mezzo ruolo;

- 9% sui relativi interessi di mora (in sostanza, pari allo 0,615% annuo), in caso di pagamento dopo 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale (novità rispetto agli anni precedenti).

Tutto ciò potrebbe porre dubbi sulla legittimità costituzionale dell'art. 17 citato per irragionevolezza (artt. 3, 23, 53 e 97 della Costituzione) in virtù di:

- una sproporzione a nostro avviso tra l'aggio dell'1 e del 9% a seconda della spontaneità o meno del pagamento a mezzo ruolo;

- la mancata considerazione della sospensione feriale dei termini per proporre ricorso nell'ambito del limite di pagamento (60 giorni);

- il fatto che l'aggio al 9%, non considera che il suddetto mancato pagamento può dipendere dalla sospensione della riscossione a cura del giudice tributario o della stessa amministrazione finanziaria o per cause di forza maggiore o per obiettive condizioni di incertezza sull'applicazione della norma tributaria;

- la mancata considerazione, nella determinazione dell'aggio nella misura unica e fissa del 9%, della situazione sociale ed economica di ciascun ambito territoriale.

Anche la Corte costituzionale con sentenza n. 480 del 22-30 dicembre 1993 si è pronunciata sul compenso spettante al «vecchio» concessionario in misura percentuale delle somme riscosse, stabilita con un importo minimo (lire 15.000) e un importo massimo, distintamente, per i pagamenti spontanei eseguiti dopo la notifica della cartella di pagamento, in base alla normativa siciliana ed alla normativa nazionale.

In definitiva, quindi, secondo la Corte costituzionale, non c'è irragionevolezza quando l'aggio viene contenuto in un importo minimo e massimo che non superi di molto la soglia di copertura del costo della procedura.

Oggi, invece, con l'importo fisso del 9% riteniamo non si possa parlare di ragionevolezza soprattutto tenendo conto del costo del servizio pubblico non più gestito da concessionari privati, ma da Equitalia spa, che è un ente pubblico economico. Al «vecchio» esattore spettava l'indennità di mora sulle entrate per le quali sussisteva l'obbligo del «non riscosso per riscosso», ma poiché tale obbligo è stato abrogato dall'art. 2, comma 1, dlgs n. 37/1999 a partire dal 26 febbraio 1999 l'attuale agente della riscossione non subisce alcun danno patrimoniale, non avendo l'obbligo di anticipare alcuna somma e quindi il tasso del 9% sugli interessi di mora (pari allo 0,615% annuo) da corrispondergli non ha alcun senso sia perché è venuto meno il danno patrimoniale da riparare sia in considerazione della natura pubblica del servizio.

vota