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Fondi rustici, acquisto agevolato

del 23/11/2010
di: Fabrizio G. Poggiani
Fondi rustici, acquisto agevolato
Per le cooperative e le società forestali, l'agevolazione disposta per l'acquisto dei fondi rustici, concernente l'applicazione delle imposte di registro e ipotecaria, pari attualmente a 168 euro per tributo, resta valida anche in assenza di concreti interventi di forestazione, in attuazione di specifici piani colturali di miglioramento. Questo il principio sancito dall'Agenzia delle entrate che, con la circolare n. 55/E di ieri, è intervenuta sulle agevolazioni destinate alle cooperative e società forestali, di cui alla lettera b), comma 4, dell'articolo 7, della legge n. 984/1977, destinate all'acquisto di fondi rustici, idonei a migliorare l'esercizio delle attività aziendali. Il chiarimento si è reso necessario in quanto alcuni uffici dell'Agenzia delle entrate avevano ritenuto che l'agevolazione, concernente il pagamento dell'imposta di registro e ipotecaria in misura fissa, attualmente pari a 168 euro, fosse condizionata dal necessario incremento di efficienza dell'azienda, in attuazione di un piano colturale che realizzasse il miglioramento, quantitativo e qualitativo, del bosco, con la conseguente applicazione e recupero dei citati tributi nella misura ordinaria; peraltro, anche ai fini della revoca dei citati benefici, si riteneva necessario che il piano di miglioramento non fosse solo approvato ma fosse effettivamente eseguito. Con una sentenza specifica, i giudici supremi (Cassazione, ordinanza 13/05/2009 n. 11169) hanno confermato, recentemente, che detta agevolazione doveva essere riconosciuta con la mera idoneità dei fondi rustici oggetto dell'acquisto e non anche con la realizzazione di specifici interventi di forestazione, stante il fatto che il presupposto per l'ottenimento dei benefici era la sola potenzialità del terreno.

Con riferimento alla correlazione tra l'articolo 7 e l'articolo 10, della legge n. 984/1977, la Suprema corte (Cassazione 20/06/2008 n. 16832) ha affermato che le disposizioni contenute nel primo articolo (art. 7) consentono la concessione dei soli benefici finanziari per l'acquisto del fondo idoneo ad aumentare l'efficienza dell'azienda e il relativo reddito, mentre il secondo articolo (art. 10) dispone sugli indirizzi generali del comparto forestale, imponendo ai proprietari dei fondi di utilizzare e gestire le colture nel rispetto di un preciso piano colturale, formato ed approvato dalle legge regionali.

Le Entrate, preso atto del consolidarsi di una giurisprudenza che slega l'acquisto del fondo rustico dalla realizzazione di un piano colturale, stante i contenuti dell'articolo 10, della legge 984 del 1977 e delle indicazioni fornite dal ministero delle politiche agricole (nota 17/06/2010 n. 13590), con le quali lo stesso dicastero ha confermato che l'idoneità ad aumentare l'efficienza dell'azienda ed il relativo reddito sono quelle che impediscono la coltivazione in generale, in quanto il terreno è situato al di sopra del limite altitudinale al di sopra del quale non crescono gli alberi, ha confermato la spettanza dell'agevolazione indicata. A tal fine, l'Agenzia delle entrate ha invitato i propri uffici periferici a desistere nel contenzioso, abbandonando la pretesa tributaria, fatti salvi i casi in cui quest'ultima si riferisca esclusivamente all'assenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi indicati dalla disposizione più volte richiamata, come la natura del fondo rustico, la qualifica di cooperativa o di società forestale del beneficiario e quant'altro oppure in presenza di mere questioni di carattere processuale, ottenendo la cessazione della materia del contendere e, utilmente, la compensazione delle spese di giudizio.

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