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La cedolare secca conquista appeal

del 23/11/2010
di: Fabrizio G. Poggiani
La cedolare secca conquista appeal
Nonostante il permanere degli obblighi dichiarativi, emerge un forte interesse per la concreta applicazione dal prossimo anno della cedolare secca sugli immobili, con particolare riferimento all'assorbimento dei tributi (Irpef, registro, bollo ecc.) e alla riduzione degli adempimenti, come quello riferibile alla denuncia dell'inquilino alla Questura.

Questo ciò che è emerso nell'ambito della prima giornata della seconda edizione del Salone degli imprenditori, organizzato da Capital e ItaliaOggi, in corso a Milano presso Fieramilanocity.

Nel corner dedicato alle novità sugli immobili, i numerosi presenti hanno preso atto delle novità introdotte sul tema dal dl n. 78/2010, con particolare riferimento agli obblighi di regolarizzazione dei fabbricati non censiti o che hanno perduto i requisiti di ruralità, ma hanno chiesto maggiori chiarimenti sul tema della tassazione sostitutiva («cedolare secca»), di prossima introduzione.

Sebbene risulti chiaro che la cosiddetta «cedolare secca» agevoli, soprattutto in termini di risparmio d'imposta, i contribuenti con redditi medio alti stante l'aliquota applicabile del 20% da confrontare con il meccanismo di applicazione (scaglioni) dell'imposta sulle persone fisiche (Irpef), non si può negare che anche la riduzione degli adempimenti ha il suo fascino.

In effetti, la tassazione sostitutiva prevede l'applicazione di un'aliquota del 20%, sostitutiva dell'Irpef, della addizionali relative, delle imposte ipotecarie e catastale, delle imposte di registro e di bollo, dovute sui contratti di locazione relativi agli immobili abitativi, ma dispone anche la riduzione di adempimenti a carico, soprattutto, dei proprietari.

A decorrere dal 2011, il relativo provvedimento prevede la facoltà (e non l'obbligo) posto in capo ai contribuenti di procedere a tassare il reddito derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo posseduti da privati (restano esclusi professionisti e imprese) e relative pertinenze, la disciplina si rende applicabile anche ai contratti per i quali non sussiste l'obbligo di registrazione ed è anche previsto che, pur mantenendo gli obblighi di presentazione delle dichiarazioni, in applicazione di detta disciplina sarà possibile, posta la registrazione del contratto, non presentare più la denuncia dell'inquilino, di cui all'art. 12, dl n. 59/1978, mentre l'imposta dovuta dovrà essere versata entro il termine stabilito per il versamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Per quanto concerne, infine, la sostituzione dell'imposta di registro dovuta sul contratto, il provvedimento ha previsto una diversa decorrenza per i contratti a canone «concordato», di cui ai commi 3 e 8, art. 2, legge n. 431/1998 (dal 2011) rispetto a quelli diversi da questi ultimi (dal 2014).

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