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Gli uffici fiscali tra due fuochi

del 20/11/2010
di: di Cristina Bartelli
Gli uffici fiscali tra due fuochi
Gli obiettivi di budget degli uffici locali dell'Agenzia delle entrate alla prova del nuovo codice di condotta del verificatore voluto dal direttore della stessa agenzia, Attilio Befera. Da un lato infatti c'è l'esigenza di arrivare a fine anno centrando gli ambiziosi obiettivi su accertamento e servizi ai contribuenti; dall'altro il monito del numero uno di via Cristoforo Colombo: «Se un accertamento non ha un valido fondamento non va fatto». Come conciliare queste esigenze? Soprattutto quando la lettera inviata ai direttori centrali lo scorso 29 ottobre e poi distribuita anche ai lavoratori (si veda ItaliaOggi del 5 novembre) ha fatto registrare non pochi malumori nei sindacati, che hanno visto nell'intervento di Befera il rischio di isolare i funzionari dell'amministrazione facendo loro venire meno il supporto dell'organizzazione presso cui lavorano. Bon ton versus rendiconti, verrebbe da dire, visto che come segnalano alcuni sindacati da dopo la direttiva del 29 ottobre poco o nulla è cambiato negli uffici locali, dove ad esempio si chiede ancora di chiudere verifiche standard di una settimana in soli due giorni.

Obiettivo budget 2010, nei risultati anche i servizi ai contribuenti. Non solo accertamenti e verifiche: per il raggiungimento dei budget 2010 in chiusura a dicembre le direzioni regionali dovranno rendicontare sui soldi recuperati dalle attività dei servizi resi ai contribuenti come i rimborsi o le procedure di controllo formale delle dichiarazioni.

La chiusura del bilancio della raccolta da parte dell'amministrazione finanziaria è stata posta a quota dieci miliardi di euro. Nel 2009 la corsa si fermò a 7,7. Un successo per l'Agenzia delle entrate che oggi tenta di migliorare. L'asticella dunque non è stata elevata solo per la sede centrale e di riflesso il miglioramento delle performance di accertamento e di remuneratività delle verifiche tocca anche le direzioni centrali.

In Lombardia ad esempio il traguardo è fissato a 2 miliardi e 100 milioni, mentre nel 2009 la direzione regionale aveva registrato una raccolta di oltre un miliardo (1 mld e 300 mln). Quest'anno i verificatori lombardi non dovranno fermarsi solo al ricavato dei controlli. Nel piano dell'Agenzia del 2010 infatti si indicano come obiettivi anche i risultati relativi ai servizi resi ai contribuenti e alla collettività. Per la Lombardia circa 500 mln dovranno arrivare proprio dal miglioramento della gestione dei rimborsi fiscali, e dalle riduzioni di comunicazioni di irregolarità.

Il Piemonte punta invece a raccogliere 500 milioni nel 2010 rispetto ai 350 mln del 2009. Mentre l' Emilia-Romagna tenta quasi il raddoppio, dovendo arrivare a 600 milioni 2010, a fronte dei 350 mln del 2009.

Bon ton versus numeri. I numeri dei budget, però, devono ora tener conto delle indicazioni del numero uno dell'Agenzia delle entrate, che scrivendo ai direttori regionali spiega: «L'obiettivo di acquisire gettito per l'erario non può e non deve mai tradursi in comportamenti che abbiano fondato motivo di essere percepiti come frutto di arroganza».

Per Roberto Cefalo, coordinatore Uilpa agenzie fiscali, l'esigenza degli obiettivi di budget resta «un'esigenza numerica e spinge l'acceleratore degli accertamenti. Ma questo aspetto non è da attribuirsi ai dipendenti dell'Agenzia delle entrate ma alla costruzione del modello organizzativo che ha finora privilegiato il numero rispetto alla qualità. Non a caso», rivela Cefalo, «la direttiva di Befera è stata indirizzata originariamente ai direttori regionali e solo dopo la pubblicazione sulla stampa è stata diffusa ai lavoratori». Cefalo ricorda poi che «i controlli li fanno anche altri organismi, la Guardia di finanza, ma anche l'Agenzia delle dogane e l'Inps. Non si può avere l'impressione che sia il personale dell'Agenzia delle entrate ad avere atteggiamento vessatorio. Ricordo infine», conclude, «che è stata proprio l'Agenzia delle entrate la prima a dotarsi, in sede di rinnovo contrattuale, della norma del licenziamento immediato del dipendente prima della condanna passata in giudicato».

Di demotivazione dei dipendenti parla Luciano Boldrini coordinatore nazionale per il fisco della Fp Cgil: «A noi non piace vedere che si spara nel mucchio. Si vuole far credere che l'Agenzia abbia un problema e un nemico da colpire nei dipendenti. Mentre chi va fuori a fare verifiche nel 90% dei casi si trova ad avere a che fare con un evasore e vorrebbe sentirsi le spalle coperte dalla propria amministrazione». Secondo Boldrini questo si traduce in una sfiducia dei dipendenti che va a scapito del raggiungimento degli obiettivi di budget di fine anno. E per i rappresentanti sindacali, gli uffici rispetto alla tabella di marcia del raggiungimento dei budget erano quest'estate al 40-50% degli obiettivi. Dunque è da prevedere che in questi ultimi mesi ci sia una forte accelerata.

Per Vincenzo Patricelli responsabile fiscale di Flp: «Formalmente non si può che essere d'accordo con Befera. Ma le sue parole ci suonano strane perché, soprattutto negli ultimi anni, è cambiata la legislazione fiscale, sempre più a favore degli evasori, ma gli obiettivi di budget hanno continuato a crescere ogni anno e il 2010 non fa eccezione». Il rappresentate sindacale mette in evidenza che ormai si assiste da dieci anni alla corsa agli obiettivi: «I tempi e soprattutto i modi dell'esternazione del direttore fanno pensare più a un segnale politico; a noi piacerebbe invece restare in ambito gestionale. Siamo per una rigida e mai attuata separazione tra politica e amministrazione e temiamo le campagne di delegittimazione dei funzionari del fisco che fanno male al paese».

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