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Biotestamento, bloccati i comuni

del 20/11/2010
di: di Giovanni Galli
Biotestamento, bloccati i comuni
I registri per la raccolta dei testamenti biologici istituiti da diversi Comuni italiani non hanno alcun valore giuridico e sono illegittimi (in quanto sulla materia unico a poter legiferare e' lo Stato). Lo chiariscono in una nota congiunta il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, e il della Salute, Ferruccio Fazio, che hanno firmato ieri la circolare relativa ai Registri per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di trattamento. In linea generale, rileva la circolare, «occorre considerare che la materia del «fine vita» rientra nell'esclusiva competenza del legislatore nazionale e non risulta da questi regolata. L'intervento del Comune in questi ambiti appare pertanto esorbitante rispetto alle competenze proprie dell'ente locale e si traduce in provvedimenti privi di effetti giuridici. I registri istituiti presso pubbliche amministrazioni rispondono alla preminente finalita' di attribuire certezza giuridica a specifiche situazioni (provenienza e data di deposito di un determinato documento, dati identificativi di una persona, ecc.). Il compito di disciplinare la materia delle certezze giuridiche, implicando rilevanti effetti che possono anche condizionare l'esercizio di diritti fondamentali, e' sempre stato riservato allo Stato, al quale spetta di stabilire quali siano gli effetti probatori degli atti conservati da pubblici ufficiali (si vedano, ad esempio, gli articoli da 449 a 455 del codice civile per quanto riguarda gli atti di stato civile)». Quindi nessuna norma di legge abilita il Comune a gestire il servizio relativo alle dichiarazioni anticipate di trattamento». Una legge dello Stato «e'particolarmente necessaria perche' vengono implicate anche altre materie come la tutela della salute, della famiglia e della privacy, nell'ambito delle quali il Comune non puo' certamente agire in assenza di una disciplina statale che ponga principi e definisca la competenze di vari soggetti pubblici coinvolti». Quindi, concludono i ministri, «non si rinvengono elementi idonei a ritenere legittime le iniziative volte alla introduzione dei registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento. In tale quadro si potrebbe, anzi, ipotizzare, nel caso in cui si intenda dar comunque corso ad iniziative del genere, un uso distorto di risorse umane e finanziarie, con eventuali possibili responsabilita' di chi se ne sia fatto promotore».

Le reazioni

I ministri “hanno fatto bene perché i Comuni non hanno alcuna competenza di accogliere liste di biotestamenti finche' non c'e' una legge” che lo prescriva, ha commentato il neo-cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita. Mentre secondo il senatore del PD Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Ssn «al di la' del valore legale, i registri tenuti dai comuni sono importanti perché rappresentano una testimonianza dell'orientamento delle persone e di quanto urgente risulti l'esigenza di potersi esprimere sulle fasi finali della propria vita». «Ora serve una stretta per varare in tempi brevi la legge sul testamento biologico, che ha compiuto il suo iter parlamentare nelle commissioni e deve solo passare in aula alla Camera per il varo definitivo», afferma il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. «La circolare per il cinquanta percento assomiglia ad un'intimidazione mentre per la restante meta' sembra un atto puramente propagandistico», dichiara Silvana Mura, deputata di Idv. «Tre ministri e un sottosegretario si sono scomodati per scrivere una circolare che non ha un fondamento giuridico. Infatti, non c'e' una legge che vieti ai Comuni l'iniziativa dei registri per la raccolta dei testamenti biologici. Potremmo discutere sull'efficacia dei registri, anzi dovremmo farlo in parlamento con uno spirito aperto, non di crociata», fa eco Margherita Miotto, capogruppo Pd nella commissione Affari sociali di Montecitorio. Intanto il Comune di Torino non si ferma: adotterà comunque la delibera votata di recente dal Consiglio Comunale che istituisce proprio un registro per le dichiarazioni anticipate di trattamento, ha reso noto Giovanni Maria Ferraris, Assessore ai servizi civici del Comune.

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