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La nuova Pac contro i cambiamenti di clima e i gap naturali

del 19/11/2010
di: Gianluca Cazzaniga e Luigi Chiarello
La nuova Pac contro i cambiamenti di clima e i gap naturali
Una politica agricola europea «più verde» e attenta al cambiamento climatico. Aiuti aggiuntivi garantiti, e non più volontari, per compensare certi svantaggi naturali. Un apposito schema per le piccole imprese agricole, invece, di un livello minimo di aiuti diretti. Sono queste le principali differenze tra le linee guida definitive della nuova Politica agricola comune (Pac), pubblicate ieri dalla Commissione europea, e la bozza del documento, anticipata da ItaliaOggi lo scorso 12 ottobre. «La Pac non riguarda solo gli agricoltori, ma tutti i cittadini dell'Ue in quanto consumatori e contribuenti», ha dichiarato il commissario europeo all'agricoltura, Dacian Ciolos, presentando i punti salienti della politica agricola europea dopo il 2013. «È dunque importante concepire una politica, che sia più comprensibile per il grande pubblico e chiarisca i vantaggi collettivi offerti dagli agricoltori all'intera società». Ad esempio la fornitura di cibo e la tutela del paesaggio. Il nodo principale da sciogliere è la distribuzione degli aiuti agricoli, visto che oggi un agricoltore greco riceve in media 500 euro a ettaro, mentre un collega lettone riceve 100 euro. Per questo la Commissione propone un nuovo sistema di aiuti agricoli, che rappresentano più del 70% del bilancio dell'Ue per l'agricoltura. Da un lato, il sistema prevede un aiuto di base agli agricoltori sulla scorta di nuovi criteri e con un tetto massimo predefinito. Dall'altro, l'esecutivo di Bruxelles propone di introdurre alcuni aiuti aggiuntivi:

- un pagamento obbligatorio annuale per apposite azioni ambientali come la rotazione delle colture;

- un pagamento per vincoli naturali specifici definiti a livello europeo;

- nonché un pagamento volontario, basato sulla produzione e riservato solo a certe forme di agricoltura particolarmente sensibili.

Per il presidente della Commissione agricoltura dell'Europarlamento, Paolo De Castro, la comunicazione di Ciolos «è una buona base su cui costruire una riforma ambiziosa». De Castro, però, ha ribadito che la nuova Pac deve avere fondi adeguati: «Dovrà avere almeno le risorse finanziarie garantite fino a oggi», ha chiosato. «Ci batteremo per questo», ha aggiunto, anticipando che l'assemblea di Strasburgo non approverà nessuna proposta di legge sulla Pac, se non si farà chiarezza sulle risorse. La Commissione europea presenterà le sue proposte di riforma sulla futura Pac entro metà del 2011. Poi spetterà a eurodeputati e governi europei emendarle e approvarle.

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