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Fisco elastico sulle cause ostative

del 18/11/2010
di: di Fabrizio Vedana
Fisco elastico sulle cause ostative
La rimozione della cause ostative indicate nella dichiarazione riservata potrà essere effettuata anche dopo il 31 dicembre 2010 mediante l'utilizzo di un contratto di amministrazione di beni senza intestazione a favore di una società fiduciaria.

Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate con la Risoluzione dell'11 novembre diffusa ieri dall'Assofiduciaria con la comunicazione COM_2010_070.

Il chiarimento è stato fornito dall'Agenzia delle entrate rispondendo a una precisa richiesta di consulenza giuridica sottoposta dall'Associazione delle fiduciarie con la quale chiede di posticipare la chiusura definitiva dell'operazione di emersione, anche dopo il termine del 31 dicembre 2010, alla luce delle difficoltà legate al disinvestimento e alla liquidazione di determinate attività detenute all'estero incontrate dai contribuenti che intendevano effettuare le operazioni di rimpatrio.

Il quesito, in particolare, trova origine nel fatto che le cause ostative che sussistevano alla data di presentazione della dichiarazione riservata non sono ancora state rimosse e ben difficilmente potranno essere rimosse entro il prossimo 31 dicembre. L'Agenzia delle entrate in risposta al citato quesito precisa quindi che la procedura di emersione si può validamente concludere con il rimpatrio giuridico, in luogo di quello fisico, delle attività indicate nella dichiarazione riservata presentata nei termini di legge, qualora le cause ostative al rimpatrio fisico non possano essere rimosse entro il 31 dicembre 2010. E l'intervento va in senso contrario a quanto prospettato ieri da altra stampa specializzata.

A tal fine il contribuente è tenuto a conferire alla società fiduciaria un mandato di amministrazione delle attività oggetto di scudo.

La società fiduciaria alla data in cui prende in carico le citate attività dovrà quindi rilasciare al contribuente una copia di una nuova dichiarazione riservata (nella quale non andrà più barrata la casella relativa alle cause ostative) che evidenzi il medesimo importo delle attività indicate nella dichiarazione di emersione.

In conseguenza dell'assunzione del nuovo incarico la società fiduciaria si impegna quindi ad applicare e versare le ritenute alla fonte o le imposte sostitutive previste dall'ordinamento tributario sui redditi derivanti dalle attività oggetti di rapporto.

A tal fine il contribuenti dovrà quindi comunicare alla fiduciaria ogni informazione circa i flussi reddituali anche non fiscalmente rilevanti relativi ai beni rimpatriati e si impegna a non compiere atti di gestione o di amministrazione senza preventiva informazione alla società fiduciaria. Nel caso di prelievi da parte del cliente, compresi quelli derivanti dalla chiusura del mandato fiduciario, ovvero nel caso di operazioni e contratti attraverso i quali si realizza la cessione o lo sfruttamento anche non fiscalmente rilevante di diritti relativi a beni immobili o altre attività patrimoniali oggetto di operazioni di rimpatrio (anche di tipo giuridico), la fiduciari dovrà compilare il modello 770 (sostituto d'imposta), quadro SO.

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