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Cambia il mercato per i commercialisti

del 17/11/2010
di: La Redazione
Cambia il mercato per i commercialisti
Domanda. Presidente, come è cambiata la Sua professione, anche in termini numerici, in Toscana negli ultimi dieci anni?

Risposta. Il mercato si è profondamente modificato richiedendo quindi a tutti gli operatori un adeguamento evolutivo per adeguarsi nella competizione. Globalizzazione, concorrenza, immigrazione, ricerca, innovazione tecnologica, ristrutturazione della finanza e del credito sono le principali problematiche che hanno cambiato la vita professionale del Commercialista. Quindi le esigenze del mercato e la riforma universitaria ci hanno portato alla costituzione di una sola categoria giuridico contabile nel cosiddetto Albo unico in cui la differenziazione fra opera dell'ingegno e prestazioni di servizi si è fatta sempre più netta.

D. Quali sono i provvedimenti che suggerirebbe per ampliare le attività di supporto ai professionisti toscani, in particolare ai giovani e alle donne?

R. Le attività da svolgere sono sempre più ampie e complesse. Si rende pertanto necessario agevolare la formazione di Studi Associati, anche multidisciplinari, a promuovere iniziative per definire la riforma delle professioni e la società professionale. Tutti strumenti nei quali troverebbero particolari benefici i giovani e le donne. Il loro inserimento in tali tipi di strutture è sicuramente più facile e a favore di una maggiore qualità specialistica.

D. Presidente, in che modo l'avvio di un dialogo fra il mondo professionale toscano e la Regione può dare un contributo in questa fase di crisi economica?

R. I commercialisti in particolare sono i professionisti più vicini e sensibili ai problemi della società e degli operatori siano essi pubblici o privati. Tanto da poter essere considerati a buon titolo parte sociale con cui confrontarsi non tanto per la categoria in se stessa quanto per la casistica e l'esperienza che la loro attività comporta con spirito di efficienza e produttività. Un tavolo di concertazione e dialogo in tal senso può dare risultati veramente importanti.

D. Quali sono i bisogni di formazione che avverte più urgenti per i Vostri iscritti?

R. Attraverso la nostra Fondazione abbiamo istituito una serie di aree di studio che contraddistinguono l'oggetto principale della nostra professione. L'esigenza è quella di organizzare manifestazioni culturali di alta qualità sui temi di particolare attualità e specializzazione. Questo tipo di attività è teso a soddisfare le richieste che pervengono dagli iscritti e dagli altri soggetti sociali con particolare riguardo a quelli pubblici.

D. Quale è a Suo avviso una problematica rilevante che investe la Sua professione e che non è stata oggetto di sufficiente dibattito sia a livello nazionale che locale?

R. I commercialisti sono indispensabilmente in prima fila nello studio, nell'applicazione e diffusione della conoscenza della normativa tributaria e d'impresa, nei rapporti con enti e istituzioni e cittadini, spesso muovendosi in una giungla di leggi e regolamenti complessi, contorti e poco comprensibili. La figura del commercialista deve essere inserita nell'immagine che gli compete e mai confusa con altre pseudo-categorie che niente hanno a che vedere col sistema ordinistico, tuttora unico garante di qualità e controllo.

D. Come esponente di un mondo professionale aderente al Consorzio professional service, quali sono le motivazioni di tale adesione e quali sono le aspettative della Sua professione nei confronti di questo nuovo soggetto unico nel panorama nazionale?

R. Il dialogo con la Regione, in questo caso attraverso il Consorzio, è ritenuto di grande importanza sia per il supporto informativo che la categoria può offrire sia per la collaborazione fattiva che può nascere. Il potenziamento del centro studi della Fondazione per la formazione professionale continua, la convenzione con l'Università per i corsi ai giovani futuri commercialisti, l'evoluzione della conciliazione/mediazione, l'informatizzazione degli uffici per i rapporti con magistratura civile, penale e tributaria e con gli enti pubblici, lo studio delle problematiche derivanti dalla applicazione del federalismo sono chiari esempi di concreta iniziativa che giustificano la scelta effettuata dalla categoria di partecipare a questo soggetto.

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