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Interessi imponibili soltanto quando siano stati percepiti

del 16/11/2010
di: La Redazione
Interessi imponibili soltanto quando siano stati percepiti
Scatta il prelievo fiscale sugli interessi che maturano sulle somme investite dal contribuente solo quando li percepisce «effettivamente».

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 22980 del 12 novembre 2010, ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria che aveva spiccato un avviso di accertamento Irpef nei confronti di una contribuente che aveva affidato del denaro a un promotore finanziario. Questo lo aveva fatto fruttare ma non aveva mai consegnato le somme di denaro, interessi inclusi, alla contribuente.

Il fisco aveva comunque spiccato un avviso di accertamento perché, aveva motivato l'ufficio, fra il contribuente e il promotore finanziario c'era un contratto che prevedeva la capitalizzazione della somma. La donna aveva impugnato l'atto impositivo sostenendo che, al di là dell'accordo, lei non aveva mai ricevuto materialmente gli interessi. La commissione tributaria provinciale di Genova le aveva dato ragione e la decisione era stata confermata subito dopo dalla commissione regionale. Contro questa pronuncia l'amministrazione finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione che, però, è stato integralmente respinto. Secondo la difesa del fisco il giudice di merito non aveva considerato che gli interessi dovevano valutarsi come se già percepiti «essendosene stata prevista e concordata la capitalizzazione, a nulla rilevando ai fini fiscali che essi materialmente non sono stati percepiti materialmente dal creditore, a favore del quale venivano capitalizzati giusta apposita clausola contrattuale».

Ma la sezione tributaria ha respinto il ricorso motivando che «in tema di determinazione di reddito di capitale il chiaro tenore letterale della norma di cui all'articolo 42 del dpr 917 del 1986, indice a ritenere che con essa si sia voluto stabilire che gli interessi possono entrare a far parte del reddito imponibile soltanto se messi nella disponibilità concreta ed effettiva del creditore. Occorre cioè che costui li abbia materialmente incamerati o ne abbia disposto o, comunque, sia stato messo nelle condizioni di farlo a suo piacimento, senza che al riguardo potesse ritenersi irrilevante».

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