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Trattativa notturna sul brevetto europeo

del 11/11/2010
di: di Gianluca Cazzaniga
Trattativa notturna sul brevetto europeo
Trattativa fiume sul brevetto europeo. Ieri pomeriggio i ministri europei competenti hanno dato il via a una riunione straordinaria per raggiungere un'intesa sul brevetto unico. Le trattative sono andate avanti fino a tarda sera. Lo stallo riguarda la scelta delle lingue da usare per registrare un brevetto che sarà valido in tutti i 27 stati membri dell'Ue. L'Italia si oppone fermamente alla proposta presentata a suo tempo dalla Commissione europea e sostenuta da diversi paesi. Una soluzione che prevede la possibilità di usare una di queste tre lingue per depositare il futuro brevetto europeo: inglese, francese e tedesco. In compenso, però, Roma sembra disposta ad accettare un compromesso: usare solo l'inglese, che è «la lingua più diffusa nel mondo scientifico». Lo ha detto senza mezzi termini il ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, nel suo intervento di apertura. Dopo aver definito «inaccettabile un trattamento che privilegi» le tre lingue in cui dovrebbe funzionare l'ufficio europeo per i brevetti, Ronchi ha chiesto di accantonare definitivamente la proposta fondata sul trilinguismo. D'altro canto il monolinguismo sembra riscuotere consenso solo in un manipolo di capitali europee, tra cui Roma e Madrid. Inoltre il ministro italiano ha ribadito la posizione del governo italiano sulla proposta di ricorrere alla «cooperazione rafforzata», avanzata da Regno Unito, Irlanda, Svezia, Olanda e Slovenia per porre fine allo stallo sul brevetto europeo. «Non voglio commentare la lettera di cinque stati», ha ribadito Ronchi. «Segnalo solo a questi paesi che il governo e il parlamento italiano sono compatti nel respingere all'unanimità soluzioni lesive del prestigio della nostra nazione e dell'interesse economico di tutte le nostre imprese. Non è sotto la pressione di questi argomenti che noi potremo tornare indietro». La cooperazione rafforzata è un meccanismo che consente a un gruppo di paesi (attualmente almeno nove) di cooperare in alcuni settori scavalcando gli altri stati membri. Finora la cooperazione rafforzata è stata avviata una sola volta nella storia dell'Ue: nell'ambito dei divorzi per le coppie miste.
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