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Coop, corsa contro il tempo

del 10/11/2010
di: di Roberto Lenzi
Coop, corsa contro il tempo
Ci sono 45 giorni di tempo per preparare i progetti di sviluppo e presentare richiesta di contributo. L'importo massimo di contributo che può essere richiesto ammonta a 200 mila euro. Le imprese beneficiarie possono richiedere un'anticipazione del 40% del contributo. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello scorso 3 novembre, è partito il bando 2010 finalizzato alla concessione di contributi per iniziative di promozione e sviluppo della cooperazione ai sensi dell'art. 11, comma 6, legge n. 59/92.

Beneficiari. I progetti potranno essere presentati da enti cooperativi, o loro consorzi, che non siano in stato di liquidazione, che abbiano depositato almeno due bilanci di esercizio, di cui almeno l'ultimo non deve riportare perdite, che non svolgano attività di costruzione e assegnazione di alloggi per i propri soci, che non siano aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza. Per essere finanziato il progetto dovrà essere rivolta alla promozione di nuove imprese, a iniziative di sviluppo della cooperazione e/o dell'impresa cooperativa richiedente, con preferenza per i progetti diretti all'incremento dell'occupazione ed allo sviluppo del mezzogiorno.

La domanda. I programmi progettuali dovranno essere presentati, in duplice copia, esclusivamente secondo le modalità del modello, reperibile sul sito del Ministero dello sviluppo economico all'indirizzo www.sviluppoeconomico.gov.it messo a disposizione dal 3 novembre scorso.

I requisiti per ottenere il finanziamento. Sono diversi i parametri che determineranno la finanziabilità o meno del progetto; segnaliamo la fattibilità concreta dello stesso, la possibilità che il progetto prosegua dopo il termine del progetto cofinanziato dal ministero, il rapporto con i partners istituzionali, l'incremento occupazionale ecc. L'esame dei progetti terrà conto di alcuni criteri di valutazione che vanno dalla valutazione globale del progetto, a quella analitica, alla rilevanza sociale dello stesso. Sarà quindi importante l'area di svolgimento del progetto: sono avvantaggiati i progetti che rientrano nell'area del mezzogiorno o area di particolare svantaggio; il preventivo di spesa più contenuto e realistico rapportato alle dimensioni del richiedente; l'inserimento del progetto in un concreto piano di sviluppo di impresa, con previsione di continuità e stabilizzazione delle attività; la costituzione di consorzi cooperativi e/o partenariati stabili con partner pubblici e/o privati; l'accrescimento dimensionale dell'ente, con particolare attenzione a soggetti appartenenti a categorie con difficoltà di inserimento lavorativo; l'innovatività del progetto per tecnologia e/o per comparto merceologico e/o per tipologia dei destinatari e/o per metodologia; l'efficienza ed efficacia del sistema di valutazione e controllo dei risultati progettuali e loro proiezione nel tempo medio; la prevedibile ricaduta sul territorio e/o rilevanza sociale dei risultati attesi; il non aver avuto altri finanziamenti ai sensi dell'art. 11 della legge n. 59/92.

I costi. Sono riconosciute quali costi ammissibili i canoni di locazione dei locali, acquisto di beni strumentali e/o immobilizzazioni, acquisto di strumentazione informatica, oneri relativi al personale, prestazione di un manager, costi di mobilità e trasferta, costi di eventuale attività formativa. Oltre a questi, rientrano costi di adeguamento e/o ristrutturazione impianti e strutture, rimborso spese per partecipanti alle attività formative o di stage nel limite di euro 1,55 orarie, costi relativi ad attività di promozione e diffusione, costituzione di nuove cooperative e/o consorzi cooperativi, costi connessi con le procedure e la certificazione della «qualità», costi di spese generali, nel limite massimo del 5% dell'intero progetto.

Contributo massimo di 200 mila euro. I progetti devono avere una durata non superiore a otto mesi e possono prevedere tra i costi ammissibili quelli del personale che partecipa al progetto, le spese per attrezzature informatiche, i canoni di locazione, i costi per la formazione. Il contributo potrà essere al massimo di 200 mila euro, soggetto alla normativa «de minimis».

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