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Imprese e avvocati si alleano

del 09/11/2010
di: Antonio Ranalli
Imprese e avvocati si alleano
Più sinergia tra le imprese ed i professionisti legali che operano in ambito comunitario ed internazionale. È quanto prevede il protocollo d'intesa firmato ieri mattina dal presidente dell'Unione degli industriali di Roma, Aurelio Regina e dal presidente onorario dell'Unione degli avvocati europei, Francesco Maria Samperi. Il documento, presentato in occasione dell'inaugurazione del Corso in diritto internazionale ed europeo del lavoro organizzato dal ministero degli affari esteri, dall'Ilo (International labour organization) e dall'Uae, prevede una serie di iniziative come seminari, workshop e tavole rotonde che avranno come obiettivo lo scambio di know-how tra gli avvocati europei e le aziende romane. «Le imprese», ha affermato Regina, «hanno bisogno di collegarsi di più e di capire meglio i sistemi in cui andranno a operare. Noi ci impegniamo a diffondere la cultura e questo tipo di competenza anche e soprattutto per il sistema delle piccole e medie imprese che ha bisogno di internazionalizzarsi in maniera più spinta rispetto al passato. Non può vivere, infatti, solo con il sistema delle forniture interne e quindi oggi lo sviluppo è in gran parte dovuto alla capacità di affermarsi sui mercati internazionali dove però spesso mancano le competenze». L'obiettivo è contribuire a soddisfare le nuove esigenze del mondo del lavoro e della produzione, che richiedono professionalità complete, in grado di comprendere e gestire processi complessi, risorse che dovranno essere dotate di una formazione giuridica di carattere generale, della conoscenza della materia e di esperienza. Per il presidente onorario dell'Unione degli avvocati europei, Francesco Maria Samperi, «per sfruttare al meglio le enormi potenzialità dell'Unione europea, è necessaria una maggiore cooperazione tra i 27 stati membri, che consenta il riavvicinamento delle politiche di intervento in materia fiscale, industriale e degli investimenti comuni nella ricerca e nelle reti; la creazione di una politica unica dell'energia; la realizzazione di investimenti interni in infrastrutture. In tale contesto, per consentire al mercato del lavoro nell'Unione europea una crescita armonica e realmente competitiva, sono necessarie scelte legislative tempestive ed efficaci, evitando però la produzione di antinomie e sovrapposizioni normative, un groviglio di precetti e regole a volte quasi inestricabile».

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