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In Veneto minacce di sciopero fiscale

del 09/11/2010
di: La Redazione
In Veneto minacce di sciopero fiscale
«Questa volta non passa. Se il sostegno alle imprese e ai cittadini vicentini non ci sarà da parte dello Stato, noi non pagheremo le tasse». Non usa mezzi termini il vicepresidente degli industriali vicentini Luciano Vescovi, che fa il conto dei danni e della solitudine del Veneto che da giorni combatte contro il fango dell'alluvione. «Una critica voglio farla anche a Zaia», aggiunge Vescovi: «Ancora non si è fatto vedere qui a Vicenza. Il manifatturiero è in ginocchio, dobbiamo ricomprare le macchine e la produzione è ferma. Se lo Stato non ci aiuta, con un sostegno serio, verrà colpita una parte sana dell'economia italiana». Il manifatturiero vicentino, ricorda il presidente, esporta più della Grecia e «tiene su una buona parte dell'economia italiana. Il sostegno per noi è un sostegno per l'economia del paese. Se venendo qui lo Stato vedrà le strade ripulite dal fango e dirà bravi vi siete arrangiati ebbene noi ci arrangeremo con le tasse». Con una serie di rischi che la Cgia Mestre ha sintetizzato ieri nella tabella riportata in alto. Intanto Rete Imprese Italia chiede al governo interventi «organici» per i primi interventi e al sistema bancario di rafforzare i Confidi per venire incontro alle richieste di credito. È quanto scrive Carlo Sangalli, presidente dell'associazione interconfederale promossa da Confcommercio, Confartigianato, Cna, Confesercenti e Casartigiani - in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Bisogna mettere rapidamente in campo interventi organici, a partire da un adeguato rafforzamento degli stanziamenti previsti dal governo per le primissime urgenze e dal rinvio delle scadenze fiscali e previdenziali», scrive Sangalli.
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