Il testo, su cui i tecnici dell'Economia stanno ancora lavorando, prevede la delega ai Monopoli di Stato per la realizzazione di almeno cinque procedure europee, da cui ci si attendono cospicue entrate per l'Erario: verranno messe a bando 200 licenze online al prezzo unitario di 350 mila euro, come previsto dalla legge comunitaria 2008, favorendo così l'accesso di operatori Ue al mercato italiano dei giochi telematici, reso appetibile dall'imminente pubblicazione di decreti Aams che autorizzeranno i casinò virtuali. Gara in vista, secondo quanto riporta Agipronews, anche per la gestione dei giochi a consumo a estrazione differita da giocare nei supermercati (il cui decreto attuativo è già stato inviato a Bruxelles nei giorni scorsi per il necessario periodo di «stand still» previsto dalla Direttiva Ce 98/34), che tante perplessità suscita già negli operatori di gioco in virtù di un montepremi troppo basso, appena il 55% degli incassi.
Restyling in arrivo poi per la rete di accettazione delle scommesse, con l'assegnazione di circa 2 mila diritti per altrettanti negozi: il bando del ministero dell'Economia metterà così in sicurezza la posizione di 780 agenzie attive sin dal 2000, che raccolgono circa il 40% del totale del settore scommesse, la cui concessione è in scadenza a metà 2012. Gli altri diritti potrebbero invece essere assegnati ai titolari di centri trasmissione dati collegati con bookmaker esteri e di punti di commercializzazione telematici, che rappresentano da anni una spina nel fianco per la rete di accettazione legale.
Necessità di garantire la continuità ai dieci concessionari new slot e apertura a nuovi operatori sono invece alla base del bando (anche questo in grado di garantire introiti per decine di milioni) per la gestione degli apparecchi da intrattenimento, un comparto che assicura incassi annuali per oltre 25 miliardi di euro.
Modifiche in arrivo per la legge Comunitaria 2008, nella quale vengono dettati vincoli che rendono impraticabile il varo di un network legale di sale da poker «live»: solo dopo l'eliminazione di ostacoli come il divieto di fine di lucro dell'attività, il principio di «modico valore» per le quote di partecipazione acquistabili dai giocatori e la limitazione al numero di tornei, il ministero dell'Economia e il Viminale potranno emanare nei primi mesi del 2011 un decreto ministeriale che darà il via alle procedure di selezione dei locali e dei concessionari cui sarà consentito di gestire le poker room sul territorio.
Nelle ultime ore, ha preso quota inoltre la possibilità di realizzare una procedura di gara per i fornitori di connettività – la cui attività non è attualmente regolamentata - che collegano i concessionari di gioco pubblico a Sogei e il possibile definitivo passaggio della gestione delle scommesse ippiche ai Monopoli di Stato – in cambio di un «minimo garantito» annuo all'Unire, come già avviene per il Coni.
Nel caso dell'ippica, però, si tratterà di un intervento non di carattere finanziario ma solo «politico», che nasce dalla volontà di risanare il comparto ippico espressa nei giorni scorsi del ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, e alla quale il ministero dell'Economia, attraverso il sottosegretario con delega ai giochi, Alberto Giorgetti, ha risposto subito positivamente. Infine, una parte del pacchetto approntato dai Monopoli di Stato riguarderà la lotta all'evasione fiscale e alla raccolta illegale di giochi e scommesse. I trasgressori delle norme fiscali in vigore nel settore giochi saranno perseguiti anche penalmente e verrà contestato loro anche l'imponibile derivante dall'attività di raccolta non autorizzata.
