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R&S, la sfida si trasferisce in Ctr

del 06/11/2010
di: di Valerio Stroppa
R&S, la sfida si trasferisce in Ctr
Per la class action sul bonus ricerca e sviluppo si apre ora il fronte del secondo grado per 900 contenziosi. Dopo che la Ctp di Pescara ha concluso la trattazione degli oltre 2.500 ricorsi presentati dalle imprese escluse dalla fruizione del credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo operato dal click day del 6 maggio 2009 (si veda, da ultimo, ItaliaOggi del 27 aprile 2010), infatti, il contenzioso si sposta ora presso la Ctr Abruzzo. La vexata quaestio riguarda l'attribuzione del credito d'imposta previsto dall'articolo 1, commi da 280 a 283, della legge n. 296/2006, limitata (solo successivamente) dall'articolo 29, comma 2 del dl n. 185/2008 alla procedura della gara telematica per l'accesso al beneficio. In primo grado i verdetti sono stati per oltre il 60 per cento favorevoli all'amministrazione finanziaria. Ora, come annunciato già nel comunicato stampa del 5 febbraio 2010, l'Agenzia delle entrate si è costituita in giudizio presentando appello contro le sentenze a lei sfavorevoli. Nel ricorso proposto dal Centro operativo di Pescara, si legge, tra le varie motivazioni, che il legislatore è intervenuto in maniera retroattiva, introducendo legittimamente tetti di spesa a causa della grave crisi economica. Secondo l'Agenzia, che cita la giurisprudenza della Consulta e del Consiglio di Stato, «l'irretroattività della legge assume rango costituzionale solo in riferimento alle norme penali incriminatrici ed alle altre norme di carattere afflittivo». Pertanto, ben poteva l'esecutivo stabilire un plafond e introdurre il meccanismo del click day in ragione dell'insufficienza dei fondi per la copertura integrale delle richieste di bonus, poiché «solo l'esistenza di risorse permette l'assegnazione del credito d'imposta».

Una tesi che però non convince affatto le imprese escluse dall'agevolazione, nella maggior parte dei casi anche relativamente alle spese di R&S già sostenute, sulla base della certezza della spettanza del bonus previsto dalla Finanziaria 2007, poi negato dal click day introdotto alla fine del 2008. Federica Malvezzi, il legale che rappresenta circa 60 aziende aderenti a Confapi Reggio Emilia, le quali hanno ottenuto, dalla Ctp di Pescara, l'accoglimento dei ricorsi, fa presente, in ogni caso, che indipendentemente dall'esito delle vicende processuali le imprese che hanno presentato la richiesta di usufruire del credito d'imposta sono pienamente titolari del diritto ad ottenere tale beneficio. «Ciò si evince espressamente dal comma 3, lettera a), dell'art. 29 del dl n. 185/2008, che stabilisce che, la fruizione del credito d'imposta è possibile nell'esercizio in corso ovvero, in caso di esaurimento delle risorse disponibili, negli esercizi successivi», spiega l'avvocato, «Ne consegue che a tale diritto corrisponde un obbligo, per il governo, di dare esecuzione al dispositivo della norma de qua, attraverso il reperimento delle risorse necessarie a consentire alle imprese di utilizzare il richiesto credito d'imposta».

Da L'Aquila, intanto, il direttore della Ctr Abruzzo, Vito Renna, spiega a ItaliaOggi che contro il diniego del nulla osta alla fruizione del bonus R&S «risultano pervenuti, allo stato attuale, alla Sezione staccata di Pescara di questa Ctr, circa 900 ricorsi in appello». La parola passa ora ai giudici regionali.

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