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Piano famiglia, una deduzione per ogni figlio

del 05/11/2010
di: La Redazione
Piano famiglia, una deduzione per ogni figlio
Un fisco più equo a misura di famiglia con le Dfc (Deduzioni familiari corrette) e il Qfp (Quoziente familiare pesato). Le due nuove sigle-misure sono una novità per il sistema fiscale italiano e sono ipotizzate dal Piano Nazionale di politiche per la famiglia del governo che sarà discusso alla Conferenza nazionale della famiglia in programma a Milano dall'8 al 10 novembre. La Conferenza è organizzata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che ha la delega alle politiche familiari. Le Dfc (da introdurre, secondo l'attuale bozza, entro due-tre anni dall'adozione del Piano dopo una prima e immediata fase che prevede interventi migliorativi sugli assegni familiari e le detrazioni fiscali) consistono in una deduzione sul reddito imponibile per un importo da fissare - si ipotizza fra i 4 e 6 mila euro l'anno - per ogni figlio a carico. La deduzione è generale, senza preclusioni di categoria, «può fissare un tetto di reddito massimo che sia sufficientemente elevato. Il principio delle Dfc è quello secondo cui lo stato lascia alle famiglie, oppure versa per le famiglie più povere, le risorse che sono loro necessarie per crescere i figli. Evita che queste famiglie scendano sotto la soglia della povertà nel caso in cui scelgano di avere più di due figli e accresce la loro libertà di scelta nell'accesso ai servizi di istruzione e welfare». Altra misura fiscale, ritenuta strategica, riguarda il Qfp, ispirato dal quoziente familiare sul modello francese, secondo il quale l'imposizione fiscale è adeguata al numero dei componenti e alla loro età e condizione fisica. Per evitare, effetti negativi ai redditi più bassi, il quoziente deve essere corretto, e quindi «pesato», ricorrendo ad una metodologia che produca appunto meno disparità per i meno abbienti. Anche in vista del federalismo fiscale, l'ipotesi di Piano del governo sostiene e incentiva intercon gli enti locali in un'ottiva di «family fiendly». E quindi, sconti, riduzioni ed esenzioni per le diverse utenze o servizi.

Tra le altre priorità del Piano, c'è quella di potenziare i servizi per la prima infanzia, quelli per i bimbi 0-3 anni, sostenere anche l'occupazione femminile, l'ampliamento della rete di nidi pubblici e nuove tipologie di offerta dei servizi sia sul versante degli orari sia delle forme. Tutte iniziative che possono essere realizzate in collaborazione con il terzo settore ed usufruire del sistema dei voucher. Fra le proposte del governo, una nuova professionalità, quella dell'«accompagnatore» dei piccoli al nido. Ossia un dipendente di cooperative o di altre organizzazioni di privato sociale, in aiuto alle mamme che lavorano ed oggetto di una sperimentazione, che può essere coinvolta nella programmazione tramite voucher di servizio. Tra le altre figure previste, l'«educatrice familiare», un servizio che fornisce cura ed assistenza domiciliare, o anche a casa propria, il «nido in famiglia»: in una casa si ospita l'educatrice e bambini di diverse famiglie; potenziamento dei nidi aziendali.

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