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Riforma fiscale agli esperti

del 04/11/2010
di: di Ignazio Marino
Riforma fiscale agli esperti
Commercialisti e consulenti del lavoro al tavolo convocato dal ministro delle finanze per discutere la riforma fiscale. Dopo l'articolo di ItaliaOggi di ieri che evidenziava l'assenza delle due professioni al tavolo tecnico (a fronte di una quarantina di soggetti invitati), infatti, è subito arrivata la chiamata dall'amministrazione finanziaria ai presidenti delle due principali categorie lasciate fuori, Claudio Siciliotti e Marina Calderone, per riferire che «l'esclusione è stata un puro errore». Ma non solo. Nel primo pomeriggio è arrivata anche la lettera via fax con l'invito formale ai due ordini a proporre delle idee e a designare i quattro delegati per i rispettivi gruppi creati ad hoc. «Ci complimentiamo con il ministro Giulio Tremonti», commenta soddisfatta Marina Calderone, «per la celerità con cui ha corretto la svista. I consulenti del lavoro e più in generale le professioni economico-giuridico-contabili possono offrire un valido contributo a questa riforma in quanto sono i principali interlocutori dell'amministrazione finanziaria». Tuttavia, nella giornata di ieri non si sono spente le polemiche sulla decisione della prima ora di chiedere al solo Istituto nazionale dei tributaristi e a Confprofessioni la nomina degli esperti. «La chiusura alla categoria dei dottori commercialisti appare immotivata e lascia stupefatti», è il commento del presidente di Aidc (Associazione italiana dottori commercialisti). Marco Rigamonti, infatti, «grida allo scandalo, giudicando insensata tale decisione e sottolineando le competenze dei commercialisti e la piena disponibilità della categoria a rendersi utile per il paese in una riforma cruciale come quella fiscale». Commenta negativamente l'esclusione delle professioni economico-contabili anche Giuseppe Pozzato, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti. «Conosciamo come pochi il sistema fiscale per il lavoro che quotidianamente conduciamo a fianco di imprese e cittadini, così come conosciamo a fondo limiti e difetti e l'idea che si possa avviare un processo di riforma del sistema. Ignorare il nostro contributo e la nostra competenza è semplicemente assurdo». Butta acqua sul fuoco Gaetano Stella, che ricorda come il comparto degli ordini sia già ben rappresentato al tavolo da Confprofessioni. «Dai commercialisti e dei consulenti del lavoro», aggiunge, «può arrivare semmai quell'apporto strettamente tecnico necessario per una riforma così complessa». Intanto, in risposta a Tremonti, l'Int ha comunicato i suoi rappresentanti: al gruppo «Bilancio pubblico - patrimonio pubblico» parteciperà Riccardo Alemanno (presidente Int e vicepresidente comitato scientifico del Colap), al gruppo «Economia non osservata» parteciperà Angelo Deiana (presidente Comitato Scientifico del Colap e Responsabile Mercato Family Office Gruppo Montepaschi), al gruppo «Erosione fiscale - principi generali dell'imposizione fiscale» parteciperà Giuseppe Zambon (Consigliere naz.le Int), al gruppo «Sovrapposizione fiscale-sociale» parteciperà Luigi Pessina (Presidente nazionale dei tributaristi dell'Ancite membro del Consiglio Direttivo delColap)

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