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Riforma fiscale al via. Con beffa

del 03/11/2010
di: di Ignazio Marino
Riforma fiscale al via. Con beffa
Tutti al tavolo della riforma fiscale. Tutti, tranne chi di imposte e tasse si occupa ogni giorno, cioè i commercialisti e i consulenti del lavoro. Ma anche gli avvocati. Il ministro dell'economia Giulio Tremonti, infatti, ha invitato una quarantina di soggetti (dai segretari generali dei principali sindacati italiani al direttore dell'agenzia delle entrate passando per i presidenti degli industriali e dei coltivatori diretti) a formulare delle proposte di revisione dell'attuale sistema fiscale. Ma nessun invito è partito per i vertici delle professioni economico-giuridico-contabili. Una svista? Di sicuro il ministro per sentire il parere di un esperto del settore si è ricordato di convocare Riccardo Alemanno, presidente dell'istituto nazionale dei tributaristi (un'associazione dei professionisti senza ordine). Se svista è stata, di sicuro, è stata ripetuta una seconda volta rispetto al primo incontro del 20 ottobre. Con una nuova missiva del 29 ottobre il ministro delle finanze infatti ha dato le nuove disposizioni agli stessi soggetti. E la cosa non è passata inosservata. Per Marina Calderone, numero uno del comitato unitario delle professioni e presidente dell'ordine dei consulenti del lavoro, «è sconcertante che il ministro dell'economia non abbia ritenuto di dover invitare al tavolo sulla riforma fiscale le professioni dell'area economico–giuridico–contabile». Per Claudio Siciliotti, numero uno dei dottori commercialisti e grande assente al tavolo, si tratta invece di un evidente errore. «Che spero sarà corretto al più presto», dice Siciliotti, «diversamente sarebbe come fare la riforma della sanità coinvolgendo i fisioterapisti ed escludendo i medici». Roberto Lunelli, vicepresidente dell'Anti (l'associazione dei giuristi esperti di diritto tributario), infine, «attende una chiamata dal ministro». Spiega: «I professionisti sono una parte essenziale nel rapporto fra amministrazione finanziaria e contribuenti. Gli altri invitati possono dare un contributo importante, ma nessuno come i commercialisti si occupano a tempo pieno di fisco». L'unica voce dei professionisti ordinistici, a questo punto, è rappresentata solo da Gaetano Stella e dalla sua Confprofessioni. Intanto, i lavori procedono. E tutte le parti sociali coinvolte stanno procedendo in queste ore (come richiesto dallo stesso ministro) a indicare i quattro esperti per i rispettivi gruppi ad hoc sulla riforma: Bilancio pubblico-patrimonio pubblico, presieduto da Piero Giarda dell'Università Cattolica Sacro Cuore; Economia non osservata, presieduto da Enrico Giovannini dell'Istat; Erosione fiscale-principi generali dell'imposizione fiscale, presieduto da Vieri Ceriani di Banca d' Italia; Sovrapposizione fiscale-sociale, presieduto da Mauro Marè dell'Ocse. L'operatività dei gruppi di lavoro sarà assicurata dalla Scuola superiore dell'economia e delle finanze «Ezio Vanoni». Commenta così Alemanno il coinvolgimento della sua Int: «Abbiamo preso molto sul serio la partecipazione al Tavolo ed ai Gruppi di lavoro, con l'intenzione di evidenziare che il nostro obiettivo è dare un supporto collaborativo vero e mi auguro proficuo ad una Riforma che riteniamo fondamentale per il Paese. Condividiamo le scelte di metodo e l'ampio respiro partecipativo nonché l'alta professionalità che già si concretizza con la scelta , da parte del Ministro, dei Presidenti dei quattro Gruppi ad hoc. Il mio impegno diretto nel Gruppo ad hoc sul Bilancio pubblico è la dimostrazione della volontà dell'Int di partecipare e collaborare fattivamente all' attività del Ministero in tema di riforma fiscale».
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