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Tariffe, ingegneri e architetti in pressing sui minimi

del 02/11/2010
di: La Redazione
Tariffe, ingegneri e architetti in pressing sui minimi
Ingegneri e architetti schierati a favore della reintroduzione delle tariffe minime, purché queste siano più semplici e comprensibili per i clienti. È quanto è emerso dalla tavola rotonda organizzata nell'ambito del Salone internazionale dell'edilizia «Saie 2010» dagli Ordini provinciali degli ingegneri di Modena, Piacenza e Ravenna. «Riteniamo che le tariffe minime garantiscano prestazioni di livello adeguato e allo stesso tempo tutelino gli utenti», ha commentato il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Giovanni Rolando. Tuttavia, «ciò non deve significare un ritorno al vecchio tariffario», ha aggiunto il numero uno degli architetti, Massimo Gallione, «bensì deve essere un'occasione per mettere a punto un modello più semplice e trasparente, come per esempio è avvenuto in Germania». Non solo. L'occasione è stata buona anche per lanciare un sorta di patto fra tutte le anime della categoria tecnica. A farsene promotrice è stata la presidente di Inarcassa, Paola Muratorio, che ha sottolineato il brusco calo registrato nella dinamica delle assunzioni nel corso del 2009 per Ingegneri (16 mila nel 2010, contro i 26 mila del 2008, pari a -39%) e Architetti (-11%). Giuseppe Di Natale Presidente dell'Assemblea dei Presidenti degli Ordini degli Ingegneri, infatti, ha sottolineato le serie difficoltà che hanno investito gli studi professionali a seguito della crisi economica con particolari conseguenze per i giovani che cercano di entrare nel mondo del lavoro. Il problema della occupazione giovanile, secondo Di Natale, rappresenta uno dei temi più dibattuti ed attuali del mondo ordinistico e costituirà un punto centrale dei lavori dell'Assemblea dei Presidenti riprendendo le decisioni assunte nel recente congresso di Torino.

Spazio anche al capitolo della formazione universitaria degli ingegneri. «Nonostante la crisi, ad oggi il 95% dei laureati in ingegneria trova occupazione entro tre anni dalla laurea», ha spiegato Pier Paolo Diotallevi, Preside della facoltà di ingegneria di Bologna, «una percentuale di placement ben superiore alla media occupazionale, a testimonianza del fatto che il mercato ha assoluto bisogno di ingegneri. Il problema, semmai, è la remunerazione». Anche perché, ha confermato la Muratorio, «rispetto all'anno precedente i redditi medi del 2009 sono in calo e molti iscritti alla cassa faticano anche a pagare il contributo di 1.500 euro annui».

Diotallevi, Rolando e Di Natale, si sono espressi per un ritorno ad una formazione universitaria per gli ingegneri sviluppata sui cinque anni. A conclusione dei lavori, i tre ordini organizzatori hanno proposto un progetto pilota da sviluppare in collaborazione tra Inarcassa, Ingegneri ed Architetti con la costituzione di una equipe di progettazione composta da professioni giovani e meno giovani

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