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Cigs, lavoratori nel mirino

del 29/10/2010
di: di Daniele Cirioli
Cigs, lavoratori nel mirino
I lavoratori nel mirino dell'Inps. L'ente di previdenza, infatti, ha programmato specifici controlli nei confronti dei lavoratori che, mentre incassavano la cassa integrazione guadagni straordinaria, hanno avuto occasione di rioccuparsi in attività autonomo o subordinata e l'hanno fatto, senza però comunicarlo preventivamente all'Inps. Adesso i lavoratori rischiano di dover restituire le indennità indebitamente percepite e di essere chiamati a rispondere di questa situazione che, secondo l'Inps, potrebbe dar luogo a ingiustificato arricchimento o a fatti penalmente rilevanti. Lo spiega lo stesso istituto nel messaggio n. 26718/2010.

Obbligo informativo per i lavoratori. I controlli si fondano su una legge di qualche anno fa, la n. 160 del 1988 che ha convertito il dl n. 86 dello stesso anno. Il comma 5 dell'articolo 8 di questa legge stabilisce che il lavoratore decade dal diritto al trattamento d'integrazione salariale qualora non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede provinciale dell'Inps dello svolgimento di una nuova attività remunerata. In altre parole, chi beneficia di ammortizzatori sociali è tenuto a comunicare preventivamente all'Inps l'eventuale rioccupazione, sia in attività di lavoro autonomo che subordinata, che dia luogo a percezione di un nuovo reddito. Un obbligo, questo, che è stato ribadito dall'Inps nella circolare n. 130/2010.

Cumulo cigs e attività di lavoro. In quella circolare, in particolare, l'Inps ha dato un quadro aggiornato di regole attualmente vigenti in materia di cumulo tra prestazioni assistenziali e redditi derivanti da nuove attività lavorative, sia subordinate che autonome (si veda ItaliaOggi7 del 30 agosto). La disciplina sul «cumulo» tra cig e attività di lavoro, ha spiegato l'Inps, risale ad anni addietro e la giurisprudenza ne ha fornito una lettura interpretativa cui si è adeguato anche lo stesso istituto previdenziale. In sostanza, il principio da sempre riconosciuto è quello della parziale incumulabilità (o parziale cumulabilità) tra indennità di cassa integrazione e lavoro. Tre le diverse ipotesi inquadrate dall'Inps:

  • incompatibilità tra redditi da nuova attività lavorativa e integrazione salariale, con conseguente cessazione del rapporto di lavoro su cui è fondata;

  • totale cumulabilità dei redditi della nuova attività con l'integrazione salariale;

  • parziale cumulabilità dei redditi da nuova attività con l'integrazione salariale.

    I controlli. Nel messaggio n. 26718/2010 l'Inps spiega che, poiché sono stati rilevati casi in cui i lavoratori non hanno adempiuto all'obbligo di comunicazione preventiva della rioccupazione, obbligo confermato dalla costante giurisprudenza, dispone di procedere a un puntuale controllo di tutte queste situazioni e al contestuale recupero delle indennità indebitamente percepite che, peraltro, danno luogo ad un ingiustificato arricchimento o, ricorrendone gli elementi soggettivi ed oggettivi, a fatti penalmente rilevanti. L'istituto, in particolare, ha rilevato casi anomali tra l'altro in aziende in amministrazione straordinaria, quali aziende del trasporto aereo e aziende di call center.

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