Consulenza o Preventivo Gratuito

Le esenzioni Iva trovano paletti

del 29/10/2010
di: di Roberto Rosati
Le esenzioni Iva trovano paletti
Il servizio di incasso e di gestione dei pagamenti dovuti dai clienti ad un professionista, effettuato da una società con un sistema di addebito e accredito sui conti bancari degli interessati, non può considerarsi esente dall'Iva. In particolare, tale servizio non rientra nella disposizione dell'art. 13, parte B, lett. d) della sesta direttiva, che esenta dall'imposta le operazioni, compresa la negoziazione, relative ai depositi di fondi, ai conti correnti, ai pagamenti, ai giroconti, ai crediti, agli assegni e ad altri effetti commerciali, ad eccezione del recupero dei crediti. Lo ha deciso la Corte di giustizia nella sentenza 28 ottobre 2010, causa C-175/09, risolvendo le questioni pregiudiziali sollevate dai giudici del Regno Unito. Le questioni vertevano, in sostanza, sulla possibilità di riconoscere o meno l'esenzione dall'Iva, prevista dalla citata disposizione, all'attività svolta da una società che fornisce ai dentisti servizi di supporto, il principale dei quali è un sistema di pagamento tra i dentisti e i loro clienti, gestito dalla società che, previa sottoscrizione di apposti formulari contrattuali, riscuote i crediti dei professionisti attraverso ordini di pagamento impartiti dai clienti alla banca. La società provvede poi ad accreditare le somme spettanti sui conti di ciascun professionista, al netto di una commissione. La questione riguardava, appunto, il trattamento applicabile alla commissione fatturata dalla società ai dentisti. Nella sentenza, la corte ha chiarito anzitutto che le operazioni descritte devono essere considerate ai fini Iva come un'unica prestazione. Quanto alla possibilità di riconoscere tali prestazioni esenti, la Corte, dopo avere ricordato che le esenzioni sono soggette al criterio dell'interpretazione restrittiva, ha osservato che il servizio in esame costituisce, in linea di principio, un'operazione relativa a pagamenti, esente in base alla citata disposizione, a meno che non si tratti di un recupero di crediti. Ciò premesso, continua la sentenza, secondo la giurisprudenza della Corte, il servizio in questione rientra nella nozione di recupero dei crediti, avendo come finalità quella di far conseguire ai clienti della società, vale a dire i dentisti, i pagamenti delle somme dovute dai loro pazienti, anche se si tratta di crediti non ancora scaduti e che saranno pagati alla scadenza. Il servizio in esame, pertanto, non può fruire dell'esenzione dall'imposta.
vota