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Pacchetto professioni 2010

del 28/10/2010
di: La Redazione
Pacchetto professioni 2010
Previdenza ed assistenza dei professionisti, Riforma delle Professioni, Statuto del Contribuente, Novità fiscali e Federalismo, sono i principali temi che verranno trattati quest'anno, nel tradizionale incontro e confronto tra politica e professioni economiche a tutela del cittadino, «Pacchetto Professioni 2010». Il convegno, che si svolgerà a Pisa il prossimo 12 novembre, è organizzato dalla Fondazione COMMERCIALISTITALIANI in collaborazione con Italia Oggi e con il patrocinio della Regione Toscana, della Cassa Nazionale Previdenza Ragionieri, della Confederazione Interregionale Commercialisti, dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Pisa, del Coordinamento Interprofessionale di Livorno e dell'Università di Pisa. La manifestazione, che vede ogni anno la presenza di oltre 600 partecipanti e relatori di primo piano del mondo politico ed istituzionale, si svolgerà in due fasi con cinque sessioni di lavoro, suddivise tra la mattina ed il pomeriggio; la prima parte, che avrà luogo nel corso della mattinata, affronterà problematiche specifiche legate al mondo delle professioni con particolare attenzione all'assistenza e previdenza dei liberi professionisti, oltre all'annunciata Riforma delle Professioni, la seconda parte, trattata nel corso del pomeriggio, affronterà argomenti legati alla fiscalità, più di interesse generale, come il Federalismo, l'analisi e proposte degli ultimi provvedimenti fiscali e una specifica sezione riservata al decennale dello “Statuto del Contribuente».

Con questo evento, la Fondazione COMMERCIALISTITALIANI, intende porre all'attenzione del mondo Politico e delle Istituzioni, questioni interne alle Categorie Professionali, ma anche e soprattutto questioni di carattere generale di materia fiscale che riguardano la collettività del Paese, nell'interesse dei cittadini. Nel corso dei lavori, come ormai consuetudine, sarà presentato il «Pacchetto Professioni 2010» edito dalla Fondazione COMMERCIALISTITALIANI. Il libro, partito in sordina nel 2004 e giunto alla settima edizione con una tiratura di cinquemila copie, oltre ad affrontare e approfondire argomenti fiscali ed a suggerire proposte migliorative per tutti i cittadini, mette in evidenza le contraddizioni e le ingiustizie presenti nel panorama fiscale italiano, partendo dal presupposto che anche alle iniquità c'è rimedio.

Alla base di una seria ed autorevole democrazia, per definire qualunque programmazione del Paese, deve essere posto il confronto ed il dibattito magari anche attraverso la dura critica sempre che sia costruttiva e mai strumentale. Proprio con questo spirito si pone l'attività della Fondazione COMMERCIALISTITALIANI, e in particolare i contenuti del convegno nazionale «Pacchetto Professioni», attraverso una attenta analisi della normativa fiscale e gli ambiti d'applicazione al fine di garantire un rapporto tra Fisco e Contribuente basato su principi chiari, inviolabili, precisi, di equità e di rispetto ponendoli entrambi sul medesimo piano. Il sistema fiscale Italiano è diventato nel tempo sempre più farraginoso, caratterizzato da una infinità di leggi, circolari, risoluzioni, modelli dichiarativi complicatissimi con migliaia di pagine di istruzioni, in continua evoluzione che creano dubbi ed incertezza per gli operatori ed i cittadini. Questo ginepraio normativo, costringe commercialisti e contribuenti a confrontarsi quotidianamente in una lotta impari, dove i secondi sono destinati a soccombere. Ormai da troppo tempo sentiamo parlare di semplificazione del fisco, di riforma fiscale, di un fisco amico alla portata del contribuente, ma le promesse annunciate ogni volta dal Governo di turno, si sono sempre rilevate vane. In Francia esistono 6 mila leggi fiscali, in Spagna 8 mila ed in Italia 120 mila Leggi senza considerare le circolari dell'agenzia delle entrate, le risoluzioni e la prassi in genere. L'Italia ha bisogno urgente di un testo unico fiscale che rimanga veramente unico per un numero ragionevole di anni; una riforma fiscale che preveda una pressione più accettabile e che favorisca veramente le fasce sociali più deboli e le famiglie introducendo deduzioni e detrazioni realmente significative.

L'Italia anche in questo campo è all'ultimo posto in Europa; fonti del Ministero dell'Economia hanno dichiarato proprio in questi giorni che la spesa per il sostegno delle famiglie in Italia è pari al 1,4% del pil mentre in Francia è il 2% e in Germania è il 2,5%. Eppure tutti i partiti politici nei loro programmi in piena campagna elettorale hanno da sempre previsto il sostegno alle famiglie!!! Per cercare di ricostituire un rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti, è indispensabile rendere inderogabile lo Statuto del contribuente elevandolo a Legge di rango costituzionale. A dieci anni dall'entrata in vigore di questa bellissima Legge, abbiamo assistito sistematicamente da parte di tutti i Governi alla sua disapplicazione; eppure è una legge approvata all'unanimità dal parlamento nel Luglio del 2000, ciò nonostante è stata «calpestata» dai Governi che si sono di volta in volta succeduti, dando la colpa ad esigenze di cassa, per poi tornare a difenderla come veri e propri «paladini» quando si è di nuovo all'opposizione. Troppo facile! Solo con la rigida applicazione di questa Legge possiamo affermare che il rapporto di fiducia tra fisco e contribuente è veramente ristabilito con il giusto equilibrio e con pari dignità. La certezza del diritto e la semplicità oltre alla chiarezza delle norme deve essere alla base di un ritrovato dialogo. Per rendere efficace una seria Riforma Fiscale, è necessario eliminare alla radice la Burocrazia dal nostro Paese; semplificando al massimo gli adempimenti; l'Italia è il paese «burocrate» per eccellenza, sicuramente il più «burocrate» dell'Unione Europea; siamo capaci di rendere complicate le cose più semplici; quando recepiamo direttive europee riusciamo ad applicarle complicandole; un esempio su tutti: la comunicazione Intra per le operazioni tra paesi dell'Ue; in Italia sono previste 50 richieste in più rispetto allo stesso modello francese. Pensiamo alla miriade di scadenze ed adempimenti formali ai quali ogni anno i cittadini devono provvedere molti dei quali non generano un effettivo beneficio per l'erario o la pubblica amministrazione ed ogni anno aumentano!!! Burocrazia che genera un aggravio di costi che pesano in maniera ingiustificata sulle imprese e sul cittadino. Naturalmente la Riforma Fiscale deve essere accompagnata da un radicale cambiamento di agire da parte delle Istituzioni, degli operatori economici e dei contribuenti. Nel nostro Paese è giunto il momento di dar vita a un vero patto di solidarietà tra Stato e Cittadini. I cittadini devono comprendere la necessità di combattere questo malcostume italiano; chi evade non è più furbo degli altri ma semplicemente danneggia la collettività. Questo messaggio di senso civico, del rispetto della cosa pubblica e dell'importanza di partecipare tutti alla copertura della spesa collettiva in base alla propria capacità contributiva così come stabilito dalla nostra Costituzione deve essere trasmesso soprattutto alla nuove generazioni alle quali verranno consegnate le redini di questo Paese.

Questi valori dovrebbero essere insegnati sin dai primi anni di vita scolastica, riscoprendo l'importanza di una materia troppo trascurata: l'«Educazione Civica». Se non riusciamo a comprendere noi ed a far comprendere alle nuove generazioni l'importanza del rispetto delle regole, del bene comune, del territorio, della libertà altrui, difficilmente potremmo vincere una battaglia che ci vede penalizzati in partenza rispetto ad altri Paese Europei. Il tutto con la massima attenzione rispetto alla possibilità di generare una «lotta di classe» tra i lavoratori dipendenti ed i lavoratori autonomi o imprenditori, tra ricchi e poveri, tra Nord e Sud. Le sacche di evasione sono presenti in tutti gli ambiti e nelle più diverse forme, ma sempre di evasione si parla!!! E chi nega tutto ciò, sa di mentire!!! Quindi il cambiamento radicale del modo di comportarsi e il cambiamento di mentalità, deve essere recepito da tutti senza distinzione alcuna. Naturalmente il buon esempio dovrebbe arrivare in primis dalle Istituzioni che rappresentano il nostro Paese, che avendo il compito di gestire la «cosa pubblica», devono tenere particolarmente presente la questione morale ed etica in ambito pubblico e privato. Proprio nell'ottica di questo auspicabile cambiamento, è necessario rivedere la politica sui «Condoni Fiscali». Se l'obbiettivo primario di uno Stato è la lotta all'evasione non è possibile periodicamente proporre condoni di qualsiasi natura: fiscale, previdenziale, edilizia, archeologica ecc… i condoni dovrebbero essere una prassi straordinaria e sporadica per eliminare un passato nei confronti del quale lo Stato getta la spugna. Purtroppo i condoni in Italia sono ciclici ed è stato dimostrato che non ottengono l'effetto sperato, anzi generano un clima di sfiducia che porta ad ulteriore evasione e conflittualità sociale. Abbiamo assistito all'ultimo condono dello Scudo Fiscale che favorendo soltanto un numero circoscritto di cittadini, particolarmente facoltosi, è stato di fatto, un condono di «élite», con benefici in ordine fiscale ed economico oltre ogni previsione e logicità.

La nostra Fondazione da sempre ha dichiarato la propria contrarietà alla proposizione di condoni e pertanto visto il perdurare di sanatorie, proposte di legge, emendamenti che nascondono condoni di ogni genere, presentati dai nostri parlamentari, propone di variare l'iter legislativo per l'approvazione in parlamento di ogni forma di condono e/o sanatoria, prevedendo la maggioranza qualificata dei due terzi di ciascuno dei due rami del Parlamento così come disposto per la concessione dell'amnistia ed indulto di cui all'articolo 79 della nostra Costituzione. Recepire con esito favorevole la nostra proposta darebbe prova di un senso di responsabilità che contribuirebbe certamente ad una maggior fiducia nella giustizia e nell'equità fiscale.

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