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Ispezioni a chi se le merita

del 28/10/2010
di: di Ignazio Marino
Ispezioni a chi se le merita
Dall'ispezione al controllo di regolarità. Il ministero del lavoro e delle politiche sociali affila le armi e punta su un monitoraggio più completo delle condizioni di lavoro nelle imprese. Dunque non più ispezioni a campione ma controlli mirati e quindi più incisivi rispetto al passato. Una mission che, però, ha bisogno anche della collaborazione dell'Agenzia delle entrate, dell'Inps e dell'Inail con la piena operatività del protocollo d'intesa firmato qualche mese fa fra le quattro istituzioni (si veda ItaliaOggi del 5/8/2010). Si apre oggi, con queste premesse, a Roma la terza conferenza nazionale sulla vigilanza in materia di lavoro. ItaliaOggi ne ha parlato con Paolo Pennesi, direttore generale per l'attività ispettiva del ministero del lavoro

Domanda. Direttore, il 18 settembre 2008 il ministro Maurizio Sacconi ha firmato un'apposita direttiva sulle ispezioni: meno controlli ma con più qualità. Dopo due anni, quale è il bilancio?

Risposta. Sicuramente positivo. L'attività di controllo, infatti, ha subito un'evoluzione in quanto è stata indirizzata a prevenire e contrastare gli abusi e le irregolarità sostanziali, abbandonando ogni approccio di carattere meramente formale.

D. Ci può dare anche qualche numero?

R. Certo, si possono riportare alcuni risultati che il ministero ha monitorato (di veda anche IO del 19/2/2010, ndr). Sul lavoro nero le maxisanzioni sono aumentate del 60%; le violazioni accertate nel 2009 sono state di 40.108 a fronte di 24.781 riscontrate nel 2008. Per quanto riguarda le violazioni della disciplina degli appalti e della somministrazione abbiamo riscontrato 6.649 ipotesi di reato nel 2009 a fronte di 1.782 nel 2008 (+273%). Sull'orario di lavoro le irregolarità riscontrate sono state 27.761 nel 2009 a fronte di 10.911 nel 2008 (+154%). Altri risultati riguardano le truffe nei confronti degli Istituti: 2.493 nel 2009 a fronte di 419 nell'anno 2008 (+495%). Oppure gli illeciti relativi ad omissioni/evasioni contributive: 489 ipotesi di reato nel 2009 a fronte delle 248 nel 2008 (+97%).

D. Tutto questo non è più sufficiente?

R. Adesso si cerca di fare un salto di qualità. Il titolo della conferenza «dall'ispezione al controllo di regolarità» rappresenta il cammino che intendiamo fare. E in questo senso va anche il protocollo d'intesa firmato con Agenzia delle entrate, Inps e Inail che prevede uno scambio costante di informazioni sulle aziende. Nel momento in cui si ha la possibilità di incrociare i dati sulla forza lavoro attiva, sui risultati di bilancio e sulle tasse pagate sarà molto più facile andare a controllare quelle aziende che già in partenza presentano delle anomalie e che con buona probabilità sono sanzionabili. Questa è una filosofia che permette di evitare ispezioni a vuoto. Basti pensare che con i controlli a campione abbiamo in media un 40% che non produce alcun risultato.

D. Minimo sforzo massimo risultato quindi. Il suo però è il punto di vista del ministero del lavoro. Anche gli altri enti coinvolti sono così decisi sul cambio di rotta? Nel programma di oggi non è previsto un intervento, per esempio, dell'Agenzia delle entrate…

R. Diciamo pure che questo è il vero punto interrogativo. Io non sono quanto le altre istituzioni siano entusiaste di questo cambio di rotta e quindi disponibili a mettere a disposizione le loro banche dati. L'amministrazione finanziaria ci ha inviato una lettera dicendo che non poteva essere presente. Inps e Inail sembrano più disponibili. Vedremo oggi quali risultati raccoglieremo.

D. Al di là di questa intesa, come procederà l'attività del ministero del lavoro?

R. Abbiamo siglato due intese importantissime con i Carabinieri e con la Guardia di finanza. Insieme faremo delle verifiche coordinate e capillari. Per noi vuol dire avere migliaia di nuovi sensori sul territorio per un monitoraggio sempre più completo.

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