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Nuove tariffe, primo passo avanti

del 27/10/2010
di: di Massimo Buzzao* *Vice presidente Commissione liquidazione Parcelle Odcec di Roma
Nuove tariffe, primo passo avanti
Con il Decreto 2 settembre 2010 il Ministero della Giustizia ha finalmente approvato il nuovo testo di tariffa professionale che era atteso da più di due anni (ovvero dalla creazione dell'albo unico che ha unificato le professioni di dottore commercialista e di ragioniere e periti commerciali) il decreto è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 15.10.2010 ed entrerà in vigore il 30 ottobre.

Sicuramente un passo in avanti è stato fatto, si ricorda che la tariffa precedente dei dottori commercialisti era dell'ottobre 1994 e quella dei ragionieri ed esperti contabili del 1997, senza contare che le due tariffe erano praticamente uguali.

Nel frattempo, la professione si è evoluta, nuove attività sono comparse nel novero delle attività professionali: come la riforma del diritto societario, la riforma del contenzioso tributario, il nuovo diritto fallimentare, l'invio telematico delle dichiarazioni dei redditi ed altre che sono sorte dopo l'unificazione degli albi ed altre ancora che sicuramente verranno.

Quindi una riscrittura della tariffa professionale era più che necessaria, e forse si sarebbe potuta cogliere l'occasione per redigere un regolamento più elastico tale da facilitare sia il professionista sia il cliente, in caso di nuove attività non previste dalla tariffa. Non a caso ho parlato di professionista e di cliente: la tariffa professionale, infatti, non è uno strumento ad uso esclusivo del professionista per ottenere compensi sempre più elevati dai propri clienti, è anche uno strumento per i fruitori dei suoi servizi che possono conoscere meglio il costo delle prestazioni richieste e tutelare così al meglio i propri interessi.

Una tariffa professionale chiara ed in grado di recepire anche nuove attività avrebbe potuto facilitare la pattuizione del compenso tra le parti, consentendo così di stabilire un rapporto professionale più trasparente e corretto tra il professionista ed il proprio cliente; purtroppo con il decreto recentemente approvato si è persa questa occasione: difatti gli articoli di tariffa erano 56 e tali sono rimasti con i medesimi titoli della precedente.

Non tutto è ovviamente sbagliato, infatti, come si è detto, sono stati previsti onorari ed indennità per nuove attività; sono scomparsi, in materia tributaria, i riferimenti a singoli quadri delle dichiarazioni e si è tenuto conto delle dichiarazioni unificate e dell'invio telematico delle stesse, sono state recepite le novità in materia di diritto societario e date indicazioni in merito alla determinazione degli onorari del collegio sindacale.

Nel complesso si è quindi provveduto ad un adeguamento necessario in considerazione del tempo trascorso, ed anche dal punto di vista degli importi non possiamo certo affermare di essere causa di inflazione.

Si è parlato sugli organi di stampa e nelle dichiarazioni di rappresentanti del Consiglio Nazionale e di altre categorie professionali di un incremento pari al 50% rispetto alla preesistente tariffa. In effetti l'incremento è del 50%, tuttavia è sufficiente connettersi al sito dell'ISTAT alla pagina dei coefficienti di rivalutazione monetaria per rendersi conto che tale incremento corrisponde esattamente alla rivalutazione monetaria dal 1994 al 2009. Giunge quindi ovvio pensare che, anche in termini di importi, si tratta di una revisione, e non di una nuova tariffa.

La Commissione Parcelle sta già organizzando un ciclo di incontri per esaminare nel dettaglio tutte le disposizioni della nuova tariffa, il calendario degli appuntamenti sarà a breve reso noto a tutti gli iscritti.

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