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Commercialisti in aiuto delle pmi

del 23/10/2010
di: da Napoli Ignazio Marino
Commercialisti in aiuto delle pmi
L'impresa che ha bisogno di credito per finanziare la propria attività avrà un nuovo alleato: il dottore commercialista. Grazie a un progetto pilota, infatti, l'imprenditore potrà rivolgersi al professionista per far attestare il valore e le potenzialità dell'azienda e avere così, certificato alla mano, più possibilità di ricevere fiducia in banca. È stato firmato ieri a Napoli, nel corso del secondo congresso dei dottori commercialisti che oggi chiude i battenti, un protocollo d'intesa fra Associazione bancaria italiana, commercialisti e Unioncamere per migliorare la relazione banca-impresa e la capacità di credito delle piccole e microimprese. All'interno di questa triangolazione il commercialista diventa così un soggetto centrale. L'iniziativa pilota prevede, infatti, l'identificazione della figura di un professionista dotato di requisiti di onorabilità e professionalità, nonché di autonomia e di indipendenza rispetto alle singole imprese interessate il cui compito è quello di certificare l'esistenza di taluni specifici asset (crediti vantati nei confronti di terzi, rimanenze di magazzino ecc.), ivi inclusi anche asset immateriali. Ad attestazione avvenuta, il professionista rilascerà all'impresa una dichiarazione che quest'ultima potrà utilizzare nei rapporti con il sistema creditizio, al momento della richiesta di finanziamento. Le banche aderenti all'iniziativa avranno così un supporto informativo aggiuntivo da considerare nel proprio processo di valutazione del merito creditizio. Per quanto riguarda l'individuazione dei soggetti abilitati, Unioncamere coordinerà le attività delle camere di commercio locali al fine di redigere e gestire l'elenco dei professionisti (esclusivamente iscritti nella sezione A dell'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) autorizzati allo svolgimento delle suddette attività a condizione che ne facciano domanda e siano dotati dei requisiti previsti, secondo apposito regolamento. Il progetto trae spunto da un'approfondita analisi delle caratteristiche del tessuto imprenditoriale italiano e dell'evoluzione del rapporto banca–impresa, anche alla luce dell'entrata in vigore del nuovo Accordo di Basilea (c.d. Basilea 2) che conferisce grande importanza a una maggiore trasparenza informativa delle aziende. Il progetto, secondo il Cndcec, avrà un grande appeal. Stando ai numeri ufficiali, infatti, le piccole e medie imprese (quelle che hanno fino a 250 addetti), occupano l'81,4% della forza lavoro, producono il 70,6% del valore aggiunto del sistema Italia e coprono il 64,9% degli investimenti economici. Numeri importanti, che risultano ancora più indicativi se si prendono in considerazione le piccole e piccolissime realtà imprenditoriali.

Considerando infatti le imprese con meno di dieci addetti (le piccolissime), che rappresentano complessivamente il 94,8% delle aziende, il contributo che queste forniscono al sistema è rispettivamente del 47,4% con riferimento all'occupazione, del 32,5% con riferimento al valore aggiunto, del 30% per quanto riguarda gli investimenti.

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