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Per i terreni agricoli chance alla rivalutazione

del 23/10/2010
di: La Redazione
Per i terreni agricoli chance alla rivalutazione
Per il contribuente che ha già provveduto a rideterminare il valore dei terreni utilizzando precedenti rivalutazioni, resta possibile procedere ad effettuarne una nuova entro il prossimo 2 novembre, versando l'ammontare complessivo della nuova imposta sostitutiva, sospendendo il pagamento della rata in scadenza della precedente e chiedendo il rimborso di quanto già versato. Ecco, in estrema sintesi, la risposta dell'Agenzia delle entrate che con la risoluzione n. 111/E di ieri è nuovamente intervenuta per chiarire la procedura relativa alla rivalutazione dei terreni agricoli e/o edificabili, di cui al comma 229, dell'art. 2, della legge 23/12/2009 n. 191 (Finanziaria 2010). La risoluzione nasce da un quesito posto da un contribuente che aveva già beneficiato della precedente rivalutazione su un terreno posseduto alla data del 1° gennaio 2008 che ha intenzione di procedere a rideterminare il valore di acquisto usufruendo della proroga prevista dall'ultima legge finanziaria. Sul punto il contribuente riteneva possibile procedere nella rivalutazione, evitando di effettuare il versamento della terza rata annuale dell'imposta sostitutiva calcolata sulla precedente rideterminazione, presentando un'istanza di rimborso di quanto già pagato. Le Entrate, preliminarmente, confermano la possibilità di utilizzare il valore di acquisto rideterminato ai sensi del calcolo della plusvalenza, di cui alle lettere a) e b), del comma 1, dell'art. 67, dpr n. 917/1986 e, pur avendo usufruito della rivalutazione precedente, di cui al comma 91, art. 1, legge n. 244/2007, ammettono la possibilità di usufruire della nuova possibilità. Sul punto, però, l'agenzia ricorda che si rende necessario procedere alla redazione di una nuova perizia giurata, soggetta alle responsabilità sancite dall'art. 64 c.p.c, anche nel caso in cui nella seconda perizia giurata il valore stimato del terreno risulti inferiore a quello indicato nella precedente, procedendo a riversare l'intero e nuovo ammontare dell'imposta sostitutiva (4%), evitando il versamento della terza rata e richiedendo il rimborso dell'importo precedentemente versato. E' su tale ultimo punto che permane lo storico dubbio se al rimborso deve trovare applicazione la disciplina indicata dall'art. 38, dpr n. 602/1973 (rimborso possibile nel termine dei 48 mesi) come sostenuto dalla stessa agenzia o se, anche per effetto del consolidamento della giurisprudenza, di merito in particolare, si possa applicare la disciplina indicata dalla dottrina prevalente, di cui all'art. 21, d.lgs. n. 546/1992, che prevede, come termine per la domanda di restituzione di quanto pagato, i due anni dalla data in cui si è verificato il presupposto per il rimborso (in tal caso il 1° gennaio 2010).
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