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Ok alla riforma forense

del 23/10/2010
di: Anna Irrera (da Bari)
Ok alla riforma forense
«La riforma della professione forense è indispensabile ed è apprezzabile e motivo di soddisfazione il fatto che il senato abbia calendarizzato la discussione». Lo ha sostenuto ieri l'avvocato Giuseppe Sileci presidente dell'Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) in occasione del congresso nazionale a Bari che si chiude stasera. «Mi auguro che la riforma dell'avvocatura possa concludersi il prima possibile ma», prosegue Sileci, «faremo la nostra valutazione sulla legge professionale quando si avrà il testo licenziato dal senato. Ci auguriamo che le nostre aspettative siano recepite dal testo». Tra queste il presidente ricorda la necessità che la riforma non trascuri l'obbligatorietà dell'aggiornamento permanente per tutti i professionisti. «Siamo critici rispetto a una serie di esoneri che la legge vorrebbe prevedere per professionisti e avvocati con una certa anzianità», ricorda Sileci. Circa il tema delle specializzazioni, il presidente esprime la necessità che la riforma non si soffermi a fotografare lo stato attuale confermando le aree classiche, ma che «consenta agli avvocati di capire quali sono i bisogni nuovi della domanda, e rispetto a questi creare delle specializzazioni». Sempre in tema di specializzazioni, l'Aiga guarda con criticità il regime transitorio che, prevedendo deroghe in base all'anzianità, potrebbe stemperare l'importanza e il senso stesso del voler assicurare al cittadino la possibilità di ricorrere a un professionista esperto in uno specifico campo. Per quanto riguarda le proposte normative riguardo alla mediazione, l'Aiga ritiene che questa possa rivelarsi uno strumento utile per alleggerire il carico di lavoro dei tribunali se svolta nel corso del procedimento e affidata agli organismi gestiti dagli ordini forensi. In particolare Sileci ha voluto ribadire l'esigenza che, specie in caso di mediazione ante causam, questo mezzo sia necessariamente affidato a soggetti con competenze giuridiche. Il tema della mediazione è stato, nella mattinata di ieri, spesso richiamato dai relatori del Congresso i quali si sono interrogati circa le capacità dell'attuale sistema processual-penalistico, di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e delle garanzie di difesa nonché la certezza della pena. Intanto, tornando alla riforma forense, il comitato dei delegati della Cassa di previdenza e assistenza forense ha approvato ieri un deliberato nel quale si critica l'abolizione della distinzione tra la libera professione di avvocato e il lavoro dipendente presso imprese private, prevista in un emendamento alla riforma forense approvata giovedì al senato. Per Marco Ubertini, presidente Cassa forense: «È una norma che aiuta solo le grandi aziende, rischia di far crescere il numero delle cause e di mettere in crisi l'intero sistema previdenziale forense. Spero che nel prosieguo del dibattito il parlamento possa correggere questo grave errore».

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