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Cessione quote di srl a tutto tondo

del 22/10/2010
di: da Napoli Ignazio Marino
Cessione quote di srl a tutto tondo
Commercialisti protagonisti nella cessione di quote di srl. Dopo i dubbi espressi dalla giurisprudenza in merito, il governo chiarirà a breve con il primo provvedimento utile la piena competenza dei professionisti economico-contabili. Così come voluto dal legislatore con la legge 133/2008, successivamente messa in discussione dal tribunale di Vicenza. Ad annunciarlo ai diretti interessati è stato Luigi Casero, sottosegretario all'economia, intervenuto ieri a Napoli al secondo congresso nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Un'occasione utile per rassicurare la categoria anche sulla continuità della tenuta del registro dei revisori contabili (affidato al Cndcec per la gestione amministrativa dal 2008 e anche qui messo in dubbio successivamente con il dlgs 39/2010). Due buone notizie per il presidente Claudio Siciliotti che, in apertura dei lavori, aveva chiesto una seria inversione di rotta al governo «Per un paese migliore».

La questione quote. La nuova procedura «telematica» per il trasferimento delle partecipazioni di srl, introdotta con il comma 1-bis dell'art. 36 del dl 112/2008 (inserito dalla legge 133/2008 in sede di conversione), vede il commercialista nella veste di intermediario abilitato a depositare l'atto per la successiva iscrizione nel registro delle imprese, ma ha evidenziato alcune zone d'ombra. Il tribunale di Vicenza, nell'ordinanza del 23 novembre 2009, ha messo in discussione la «piena competenza dei commercialisti». Dichiarando che le deroghe all'art. 2470 comma 2 c.c. riguarderebbero solo gli obblighi di deposito al registro delle imprese. Nessuna deroga interverrebbe, invece, sulla previsione normativa che richiede l'autentica notarile. Da Casero la promessa di chiarire tutto al più presto «per completare un processo di semplificazione dei rapporti fra cittadino e pubblica amministrazione» insieme a quella di dare continuità alla gestione del registro dei revisori legali.

Il monito di una professione. Ad aprire i lavori del congresso di Napoli è stata una scena tratta dal film Un eroe borghese, storia del commissario liquidatore della Banca di Michele Sindona. «Giorgio Ambrosoli ha dato una lezione di impegno civile», ha detto Claudio Siciliotti, presidente del Cndcec, «e noi vorremmo continuare questa missione di essere professionisti al servizio dello Stato. Ecco perché la scelta di titolare questo evento Per un paese migliore. È infatti evidente a tutti che viviamo in un paese che si trova oramai di fronte a un bivio: evolversi o perire. Il patto su cui si è retto fino ad oggi, non regge più. Non è più sostenibile un welfare che vale solo per una parte del paese e chi c'è, c'è e gli altri si arrangino. In questo modo si finisce per difendere il privilegio, non l'equità». E per dare un contributo al miglioramento delle cose il Cndcec suggerirà in questi giorni all'esecutivo quattro leggi per migliorare il rapporto dei cittadini e delle imprese con il fisco. Si tratta di elevare a rango di norma costituzionale lo statuto del contribuente; creare una nuova figura professionale di certificatore degli asset iscritti nel bilancio delle piccole e medie imprese al fine di facilitarne l'accesso al credito; attivare una procedura fallimentare con parziale liberazione dei crediti che non possono essere pagati estesa anche alle micro realtà imprenditoriali (così come già avviene per le imprese di maggiori dimensioni; arrivare ad un nuovo modello societario per gli studi di commercialisti che consenta anche ai professionisti italiani di competere con le grandi società di accounting internazionali.

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