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Fuori dalla crisi grazie alla Pac

del 21/10/2010
di: La Redazione
Fuori dalla crisi grazie alla Pac
Si avvicinano momenti cruciali per il settore agricolo italiano. In questi mesi comincerà il lungo dibattito sulle modifiche da apportare alla Politica agricola comune (Pac) post 2013. Il ministro Giancarlo Galan ha giustamente ribadito a più riprese quanto sia necessario arrivare alle discussioni che si terranno in sede europea con il bagaglio di una maggiore partecipazione del governo all'interno delle strutture della Ue, e con la più ampia coesione possibile da parte delle rappresentanze del mondo agricolo. In un contesto storico come quello odierno, dove le risorse economiche tendono a restringersi sempre più, è infatti doveroso valutare attentamente ogni scelta, poiché da questa può dipendere il futuro di un intero paese. È evidente che perché la voce nazionale si senta bene nel Parlamento europeo è necessario non si sovrapponga su se stessa con cori differenti. Sfortunatamente nella storia del Belpaese sono molti gli episodi che hanno visto la difesa degli interessi corporativi prevalere su quelli generali, ma non sempre è possibile permetterselo, a volte il rischio è troppo alto perché si possa soprassedere. La Confeuro in questi anni ha lavorato prevalentemente sul territorio e ora ne raccoglierne i frutti. I suoi consensi sono aumentati di parecchie migliaia di iscritti e sembra che il tutto sia avvenuto non seguendo le classiche regole dei distinguo che spesso vengono seguite dalle sigle sindacali, e adoperandosi invece attivamente per la coesione degli interessi di tutti coloro che si battono per il rilancio del mondo agricolo. L'organizzazione chiede con forza, e da molto tempo, la convocazione di una conferenza nazionale sull'agricoltura, non solo perché l'Italia è un paese agricolo e spesso invece il settore primario viene rilegato alle discussione accessorie, ma altresì poiché ritiene che attraverso l'agricoltura l'Italia possa aprirsi a nuove sfide internazionali e vincerle. Ora come ora – dichiarano i vertici della confederazione riunitisi alla conferenza nazionale del 19 ottobre a Roma – bisogna lavorare perché le modifiche della Pac vengano incontro alle esigenze del comparto agro-alimentare italiano, soprattutto attraverso l'adozione di misure volte a tutelare le aziende più deboli. Le proposte trovano ampia condivisone tra i propri iscritti: abbattere le barriere burocratiche, aumentare e migliorare la rete dei controlli sulla filiera agricola, distinguere l'agricoltura produttiva ed efficiente dalla speculazione, promuovere lo sviluppo delle aree rurali, sono temi che divengono applausi nel corso della conferenza nazionale. L'agricoltura – ricorda il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – non può e non deve essere considerata un semplice aggregato economico, e comunque sarebbe già di per se abbastanza preso atto dei suoi livelli occupazionali nell'Unione europea, ma è allo stesso tempo una risorsa per il futuro in grado di rispondere alle molteplici crisi della modernità nelle quali si va snaturando sempre più il rapporto tra salvaguardia del territorio e profitto a vantaggio del secondo, per poi dover assistere a crisi eco-ambientali che potrebbero essere evitate o perlomeno attenuate da investimenti «verdi» come quelli volti ad aumentare la forestazione di intere aree. Se fino a ieri si poteva nicchiare e non rispondere, oggi le cose sono cambiate e il tempo si abbatte come un macigno sulla testa degli operatori dell'indotto agricolo, ogni giorno alle prese con problemi diversi. La Pac può essere la risposta giusta ad una crisi infinita, se non altro perché priva di una strategia d'uscita. Ciò nonostante sembra che ancora in pochi se ne rendano conto. Dal 12 aprile all'11 giugno del 2010, la Commissione europea per l'agricoltura ha chiesto ai cittadini europei di esprimersi sulla politica agricola comune attraverso quattro domande, dalla Germania e la Polonia sono arrivate oltre 2.300 risposte, 700 dalla Francia, l'Italia invece non è reperibile se non cominciando a guardare dal basso della classifica. È proprio la non consapevolezza del momento – ricalca la Confeuro – a preoccupare. I media trattano poco la crisi del settore e allora in molti credono non sia grave. Ciò nonostante – sostiene il presidente Tiso – è evidente che la situazione del settore agricolo è tutt'altro che rosea. La crisi economica, iniziata molti anni prima del suo annuncio, sta coinvolgendo milioni di famiglie italiane e aumentando il divario economico già evidente tra cittadini facoltosi e non, ed è per questo che attraverso il nostro Patronato Labor stiamo attivando nuovi servizi e migliorando quelli già esistenti. Il successo Confeuro infatti, non riguarda solo la sua crescita all'interno delle rappresentanze agricole, ma più in generale a sostegno delle fasce più deboli. Il patronato Labor, una struttura in grado di coniugare giovinezza ed esperienza, è diventato un baluardo del sindacato. Nel corso dell'assise tenutasi a Roma il 20 ottobre, la dirigenza nazionale del patronato ha annunciato nuovi strumenti telematici in grado di eliminare gli intoppi della burocrazia e facilitare il buon seguito delle richieste provenienti dai propri iscritti. È storia che nei momenti di difficoltà sia necessario dar fiducia a quelle strutture capaci di aiutare lo Stato nell'adempimento dei suoi obblighi costituzionali verso i cittadini, mezzi irrinunciabili perché nessuno rimanga indietro ed abbia ancora ragione a riferirsi all'Italia parlando di un paese.
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