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Rimborsi ai tempi supplementari

del 21/10/2010
di: di Franco Ricca
Rimborsi ai tempi supplementari
Rimborso dell'Iva estera ai tempi supplementari: per gli acquisti effettuati nel 2009, le richieste potranno essere trasmesse fino al 31 marzo 2011. La direttiva 2010/66/Ue del 14 ottobre 2010, pubblicata nella Guue serie L 275 del 20 ottobre, ha così prorogato (o meglio riaperto) il termine del 30 settembre 2010 desumibile dalla previsione ordinaria della direttiva n. 9 del 2008. La proroga, anticipata da ItaliaOggi il 26 luglio scorso, è stata adottata dal consiglio europeo su proposta della commissione «in via eccezionale», spiega la direttiva, in considerazione del fatto che il mancato funzionamento di taluni portali elettronici in un numero limitato di stati membri ha impedito ad alcuni soggetti passivi di trasmettere l'istanza nel termine stabilito. Problemi tecnici, dunque, dovuti all'avvio delle nuove procedure entrate in funzione quest'anno, che prevedono la trasmissione esclusivamente per via elettronica delle istanze di rimborso dell'Iva pagata da un soggetto passivo comunitario in stati membri dell'Ue diversi da quello di stabilimento. Occorre rammentare che il diritto al rimborso dell'Iva estera si fonda sui medesimi presupposti del diritto alla detrazione, per cui è necessario il requisito dell'inerenza dell'acquisto con l'esercizio di un'attività dalla quale scaturiscono operazioni imponibili o assimilate. Per poter ottenere il rimborso dell'imposta assolta in un altro stato membro, quindi, il soggetto passivo italiano deve effettuare operazioni che danno diritto alla detrazione secondo la normativa nazionale. Dal punto di vista oggettivo, invece, il diritto al rimborso non è esercitabile in relazione agli acquisti di beni e servizi per i quali lo stato estero esclude il diritto alla detrazione.

Il rimborso non può essere richiesto dall'operatore nazionale che nel paese estero, nel periodo di riferimento:

- aveva una stabile organizzazione;

- ha effettuato operazioni attive (diverse dalle prestazioni non imponibili di trasporto e accessorie, nonché da quelle per le quali debitore dell'imposta è il destinatario).

Diversamente dal passato, le richieste di rimborso non vanno indirizzate all'amministrazione estera, bensì alla propria autorità fiscale, che provvederà poi all'inoltro all'autorità competente. Le imprese italiane, pertanto, devono trasmettere le istanze attraverso il portale elettronico attivato dall'Agenzia delle entrate, secondo le disposizioni contenute nell'art. 38-bis1 e nel provvedimento attuativo del 1° aprile 2010.

L'agenzia effettuerà alcuni riscontri preliminari e non darà seguito all'istanza nel caso in cui accerti che il richiedente, nel periodo di riferimento:

- non ha svolto un'attività rilevante ai fini Iva

- ha effettuato unicamente operazioni che non consentono la detrazione

- si è avvalso del regime dei contribuenti minimi oppure del regime speciale dei produttori agricoli.

Nel caso in cui riscontri una delle suddette situazioni ostative, il centro operativo di Pescara, entro quindici giorni dalla ricezione dell'istanza, emetterà un provvedimento di rigetto e lo notificherà al richiedente, il quale potrà impugnarlo secondo le disposizioni sul contenzioso tributario.

Si ricorda che l'importo minimo rimborsabile è di 50 euro se la richiesta si riferisce all'anno solare, ovvero di 400 euro se si riferisce invece a un periodo inferiore (che deve essere però di almeno tre mesi). Le nuove regole procedurali, applicabili a decorrere dalle istanze presentate dal 1° gennaio 2010, anche riferibili agli acquisti di beni e servizi effettuati nel 2009, fissano inoltre al 30 settembre dell'anno successivo al periodo di riferimento il termine ultimo per la trasmissione delle richieste di rimborso (fino all'anno scorso il termine era il 30 giugno). Come si diceva, però, per le istanze relative a periodi di riferimento del 2009, la direttiva 2010/66 ha spostato la scadenza al 31 marzo 2011.

La riapertura del termine per gli acquisti 2009 è importante anche in considerazione della portata oggettivamente più ampia del diritto al rimborso per tale annualità rispetto agli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2010. Per effetto della revisione delle regole in materia di territorialità delle prestazioni di servizi scattata all'inizio di quest'anno, infatti, l'ipotesi del rimborso dell'Iva pagata in un altro stato membro può oramai realizzarsi, oltre che per gli acquisti di beni, solo per le prestazioni di servizi speciali elencate negli artt. 7-quater e 7-quinquies del dpr 633/72, in quanto tassate nel luogo di esecuzione materiale (es. servizi alberghieri e di ristorazione, partecipazione a fiere ed esposizioni); le prestazioni generiche, infatti, sono tassate nel paese in cui è stabilito il committente.

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