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Un patto sociale su lavoro e fisco

del 20/10/2010
di: di Marco Paolo Nigi segretario generale Confsal
Un patto sociale su lavoro e fisco
Il governo ha presentato in parlamento lo Schema di decisione di finanza pubblica per gli anni 2011–2013, ufficializzando così le nuove proiezioni macro-economiche. L'atto apre la stagione autunnale 2010 in una fase particolarmente critica della legislatura, anche per le note vicissitudini politiche e parlamentari della scorsa estate.

Il documento analizza e disegna prospettive riguardo alla congiuntura internazionale, alla situazione dell'economia italiana, dalla domanda interna all'andamento dei prezzi e del commercio con l'estero, allo stato della finanza pubblica. Viene così certificato il dato economico-finanziario, già anticipato da parte dei massimi organismi mondiali, comunitari e nazionali e delle agenzie specializzate più accreditate.

Il governo, dopo aver verificato il sostegno della maggioranza parlamentare, è ora obbligato a mettere in atto una serie di provvedimenti che dovranno riguardare il lavoro, l'occupazione, il welfare e il fisco. Del resto, la sua azione riformatrice non può eludere le grandi questioni economiche e sociali. Si rende così indispensabile dare attuazione al piano triennale del lavoro, presentato a fine luglio di quest'anno dal ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, come non è più procrastinabile la riforma fiscale, prefigurata e presentata in molteplici occasioni dal ministro dell'economia e delle finanze, Giulio Tremonti, da raccordare obbligatoriamente con l'attuazione del federalismo fiscale.

Su questi provvedimenti non è mai mancato il parere positivo e il supporto concreto della Confsal. Da tempo riteniamo che il lavoro vada promosso e «liberato» da un fisco penalizzante e oppressivo. È questa, secondo noi, la strada primaria da seguire per fare giustizia sociale e per sostenere la crescita economica. Oggi, infatti, la situazione economica è caratterizzata da una lieve e ancora incerta ripresa che, tra l'altro, non sta garantendo un corrispondente recupero dei livelli occupazionali; da un welfare incompiuto, in relazione a un contesto di precarietà estesa, che non fornisce la necessaria sicurezza sociale; da una crescita disomogenea che subisce sensibilmente la debolezza di alcuni settori della domanda interna. Infine, dal mancato rinnovo dei contratti nel pubblico impiego per effetto della manovra correttiva 2010 e dai ritardi per il rinnovo di alcuni contratti nel settore privatizzato dei servizi pubblici e nel settore privato, che stanno comportando un'ulteriore perdita del potere di acquisto delle retribuzioni e, quindi, il progressivo indebolimento della domanda interna.

A questo punto serve un intervento governativo, possibilmente concordato e responsabilmente condiviso con le parti sociali, incentrato sul lavoro e finalizzato a conseguire una maggiore occupazione e sicurezza sociale e un minore peso fiscale sui redditi da lavoro e da pensione. Soltanto così si può avere giustizia e coesione sociale, dando al contempo una spinta decisiva in funzione della crescita economica. In definitiva, il governo deve incentrare la sua azione sulle vere questioni sociali, seguendo la via obbligata delle riforme strutturali.

Un fisco equo, un'occupazione omogenea e qualificata e un welfare universale: sono questi gli obiettivi che debbono qualificare in tempi medio-brevi l'azione governativa nella seconda fase della legislatura. Di contro, la politica dell'incertezza e del rinvio può solo aggravare ulteriormente la situazione economica e sociale dei lavoratori, dei pensionati e, in definitiva, di tutto il paese.

La Confsal è fermamente convinta che soltanto un'azione governativa organica e coordinata su «lavoro e fisco», basata su un patto di responsabilità con le parti sociali, possa dare le giuste risposte alle legittime aspettative del paese. Nella situazione attuale, fortemente critica sotto vari aspetti, governare significa anzitutto assumersi con coraggio la responsabilità politica di completare, secondo mandato, la legislatura. I tempi sono maturi, i temi più urgenti delineati, le scadenze degli incontri cominciano a essere fissate. Di sicuro, la Confsal vigilerà affinché non si perda l'occasione – irrinunciabile – per alleggerire il peso fiscale a tutto vantaggio dei lavoratori e delle imprese.

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