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Operatori intracomunitari ai raggi X

del 20/10/2010
di: Franco Ricca
Operatori intracomunitari ai raggi X
Informazioni più dettagliate sugli operatori intracomunitari: ciascuno stato membro, su richiesta dei soggetti passivi Iva, dovrà confermare per via elettronica non soltanto la validità del numero di partita Iva comunicato dalla controparte, ma anche il nome e l'indirizzo della persona corrispondente, nel rispetto della normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali. Questa, come già anticipato da ItaliaOggi del 13 ottobre scorso, una delle novità contenute nel regolamento del consiglio europeo n. 904 del 7 ottobre 2010, concernente disposizioni sulla cooperazione amministrativa e la lotta alle frodi Iva nell'ambito comunitario.

Rifusione del regolamento 1798/2003

Per inquadrare correttamente il tema, occorre sottolineare che il provvedimento in questione, le cui disposizioni si applicheranno dal 1° gennaio 2012, contiene in massima parte disposizioni già previste dal precedente regolamento in materia, il n. 1798 del 2003, del quale rappresenta infatti la «rifusione». Coerentemente con l'obiettivo di incrementare la cooperazione fra gli stati membri nel contrasto delle frodi Iva, le innovazioni contenute nel regolamento 904 sono dirette, per l'appunto, a implementare e rendere più efficaci le procedure di scambio di informazioni e di collaborazione tra le autorità fiscali già istituite da tempo all'interno dell'Ue. In particolare, lo sforzo che si chiede ai vari paesi, come esplicitato nel settimo considerando, è di non limitarsi a controllare l'applicazione corretta dell'imposta dovuta nel loro territorio, ma di «fornire assistenza agli altri stati membri per assicurare la corretta applicazione dell'imposta connessa a un'attività che si svolge sul loro territorio e dovuta in un altro stato membro».

Detto questo, occorre ricordare, senza sottovalutare l'importanza del provvedimento, che meccanismi di rilevante impatto «mediatico», per così dire, quali ad esempio i controlli simultanei attivabili nei confronti di un soggetto passivo dalle autorità di più stati membri, la partecipazione dei funzionari di uno stato membro ad un'attività investigativa svolta in un altro, l'assistenza nella notifica degli atti, non costituiscono affatto una novità, anche se le relative disposizioni sono state, ovviamente, rivisitate in funzione dell'esigenza di maggiore incisività della cooperazione.

Aspetti innovativi di interesse immediato

Venendo alle innovazioni di immediato interesse per le imprese, si diceva in apertura della novità concernente l'ampliamento delle informazioni che gli stati membri devono fornire, per via elettronica, allorquando un soggetto interessato ad effettuare scambi intracomunitari di beni o servizi chiede la conferma della validità del numero identificativo Iva della controparte. Mentre adesso molti stati membri si limitano a confermare la validità del numero, in base al nuovo regolamento dovranno indicare anche il nome e l'indirizzo del titolare della posizione.

Aggiornamento della banca dati Vies

Su questo importantissimo aspetto, fondamentale nel sistema di tassazione a destinazione degli scambi fra soggetti passivi, il nuovo regolamento impone agli stati membri di «adottare le misure necessarie per garantire che i dati forniti da soggetti passivi e da persone giuridiche che non sono soggetti passivi per la loro identificazioni ai fini dell'Iva… siano, a loro giudizio, completi e esatti». A tal fine, gli stati membri attuano procedure di verifica di valutazione dei rischi, in linea di massima, prima di rilasciare il numero di partita Iva al richiedente, o tutt'al più entro sei mesi dal rilascio. Una novità di rilievo novità riguarda l'impegno degli stati membri di invalidare il numero identificativo nella banca dati Vies «almeno nelle situazioni seguenti»:

- quando il soggetto ha dichiarato la cessazione dell'attività economica, o quando l'autorità fiscale ha motivo di ritenere che tale attività non sia più esercitata, circostanza che potrà essere desunta, salvo prova contraria, dall'assenza di adempimenti dichiarativi e Intrastat per un anno;

- quando il soggetto ha dichiarato, in sede di identificazione, dati falsi, oppure non ha comunicato successivamente variazioni tali da comportare il rifiuto o la cancellazione dell'identificazione Iva.

Si tratta di innovazioni importanti, e tuttavia non corrispondenti in modo esplicito a quelli che sembravano essere gli intenti iniziali manifestati dalla commissione europea, che nella comunicazione Com (2008) 807, nell'evidenziare che «un numero di partita Iva corretto e valido è un elemento essenziale dell'attuale sistema Iva in quanto determina le norme e gli obblighi applicabili in particolare nel campo degli scambi intracomunitari», per cui «sia le amministrazioni fiscali che le imprese devono poter contare su informazioni corrette quanto allo status di un operatore in materia di Iva», rilevava che «un modo per impedire le frodi consiste nel limitare le possibilità dei potenziali autori di frodi di presentarsi come soggetti passivi registrati per gli scambi intracomunitari». Ancora, nella proposta di regolamento «rifuso» sul quale era stato raggiunto l'accordo politico nel giugno scorso, che pure non conteneva indicazioni esplicite sulla cancellazione dalla banca dati dei soggetti coinvolti nelle frodi, si leggeva che gli stati membri avrebbero dovuto segnalare nella banca dati «l'esistenza di rischi specifici identificati nell'analisi dei rischi». Rispetto a queste previsioni iniziali, il testo definitivamente varato appare più sfumato, ancorché l'avverbio «almeno» impiegato nella descrizione delle situazioni comportanti la cancellazione della posizione Iva lasci intravedere ipotesi non espresse, sicché non sembra agevole il compito dell'agenzia delle entrate, che, per dare attuazione alle disposizioni dell'art. 27 del dl 78/2010, che istituiscono un regime autorizzatorio alle operazioni intracomunitarie, dovrà stabilire, tra l'altro, le modalità per il diniego o la revoca dell'autorizzazione e i criteri e le modalità di inclusione delle partite Iva nella banca dati Vies.

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