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Revisori legali, ruolo promosso

del 19/10/2010
di: La Redazione
Revisori legali, ruolo promosso
Mercoledì scorso l'Istituto nazionale dei revisori legali (Inrl) ha tenuto a Roma, presso la sala refettorio di Palazzo San Macuto, il primo grande dibattito nazionale sulla «nuova» revisione legale, alla luce del dlgs 39/2010 entrato in vigore nell'aprile scorso. In premessa è intervenuto il senatore Tiziano Treu che ha manifestato la sua vicinanza alle iniziative dell'Inrl, invitando, nella sua qualità di giuslavorista, gli studi dei revisori legali ad applicare ai propri dipendenti il nuovo Ccnl di categoria sottoscritto tra il Cnai (cui l'Inrl aderisce) e la Cisal, segnalandone gli aspetti innovativi con particolare riferimento all'apprendistato e al lavoro intermittente.

Al dibattito, la Cisal ha partecipato con il segretario generale Francesco Cavallaro e il segretario confederale Fulvio De Gregorio che aveva curato la definizione del primo contratto di lavoro dei revisori legali «europei». Il segretario generale della Cisal, dopo una breve premessa, ha dichiarato testualmente che «questo convegno riveste un carattere di particolare rilevanza per gli interessi non solo dei professionisti che esercitano la funzione di revisione legale, ma anche per chi guarda con attenzione a una nuova professione che garantisca agli operatori quel ruolo di terzietà e di indipendenza richiesto dall'Europa. In questo contesto la Cisal è lieta, di avere contribuito alla firma del primo contratto di lavoro dei dipendenti degli studi professionali legali e del giudizio positivo che prima del mio intervento ha espresso al riguardo il senatore Treu. Non a caso le parti firmatarie», ha continuato Cavallaro, «hanno inteso valorizzare la contrattazione di secondo livello, onde favorire una dialettica sociale più agile, flessibile e rispondente ai reali bisogni del comparto puntando sul ruolo innovativo degli enti bilaterali, soprattutto con riferimento all'apprendistato, alla formazione, sia del personale che degli stessi revisori per i quali non a caso è stato autorevolmente affermato che terzietà e indipendenza sono caratteristiche difficili da perseguire se non si è altamente specializzati, attraverso una formazione continua. Nel lungo e contrastato iter di approvazione della legge e nella trattativa per il rinnovo del contratto la Cisal ha auspicato il pieno recepimento della direttiva europea e la conseguente trasformazione del revisore dei conti in revisore legale perché ritiene che la completa attuazione della nuova normativa, esaltando l'autonomia e la responsabilità dei professionisti nella valutazione della vita dell'azienda, possa contribuire in modo significativo a limitare la piaga dell'evasione fiscale con benefici per i conti pubblici e per i lavoratori che vedono tassati tutti i loro introiti». Particolarmente apprezzato è stato l'intervento del presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua che, in quanto revisore legale, ben conosce i problemi della categoria anche in riferimento all'aspetto pensionistico. Tra i passaggi più significativi del seminario, la sottolineatura di Domenico Mastroianni, ispettore generale capo dell'Igf della ragioneria generale dello stato, che ha evidenziato che «questo nuovo contesto legislativo impone un maggiore rigore nell'attività di revisione e qui si innestano le disposizioni sulla formazione continua e sul controllo della qualità della revisione che andranno realizzate con grande attenzione».

Mentre Marina Cicchetti, responsabile ufficio controlli societari della Consob, ha rilevato come «va salutata favorevolmente l'abolizione dell'albo speciale delle società di revisione perché la riunificazione in un solo registro significa far crescere l'intera categoria professionale e soprattutto ampliare le opportunità professionali per più soggetti. È abbastanza anomalo il fatto che oggi il 95% delle società quotate in borsa siano revisionate soltanto da quattro grosse società». L'importanza del dlgs 39/2010 è stata poi illustrata nel dettaglio dal professor Giovanni Puoti, ordinario di diritto tributario all'Università La Sapienza di Roma e consulente scientifico dell'Inrl che nel corso del seminario nazionale ha spiegato come «la natura della professione di revisore alla luce di tentativi di appropriazione indebita da parte di altre professionalità, è finalmente delineata dal dlgs 39/2010 che la qualifica come libera professione europea. E dai principi di terzietà e indipendenza, si desume anche la piena autonomia d'azione, quale arbitro e controllore dell'attività di altri professionisti. Altri aspetti qualificanti del testo emanato riguardano la responsabilità civile comunque delimitata da una autodisciplina del revisore e dalla menzione del cosiddetto nesso di causalità laddove non ogni danno può essere riconducibile alla negligenza o inadempimento del revisore».

Al termine del seminario il presidente dell'Inrl, Virgilio Baresi, ha ricordato come l'Istituto, a soli due mesi dalla pubblicazione del dlgs 39/2010 sulla Gazzetta Ufficiale, si sia mosso tempestivamente per la sigla del rinnovo contrattuale tra Cnai, Cip e Inrl, e Cisal con Fenasalc, per i dipendenti degli studi dei revisori legali. «E la grande affluenza a questo primo dibattito nazionale», ha poi aggiunto il presidente Baresi, «è una riprova dell'interesse che si è creato intorno a questo provvedimento che di fatto certifica la nascita di una delle poche libere professioni europee riconosciute da tutti i paesi-membri dell'Ue. Siamo di fronte a una legge istitutiva che attua una grande innovazione nel panorama economico del paese. Una professione ispirata ai principi della terzietà e dell'indipendenza, a salvaguardia della correttezza contabile di imprese e pubblica amministrazione. Possiamo così recuperare finalmente quelle consulenze professionali che non sono state assunte e che solo nel 2008, avevano un valore stimato intorno ai 2,2 miliardi di euro, con una conseguente perdita di almeno 1 miliardo di euro di imposte. «Gli oltre 147 mila revisori legali italiani», ha poi sottolineato Baresi, «possono così raccogliere le opportunità di un'attività di alto valore socio-economico e politico a tutela di imprenditori e lavoratori. Riguardo poi ai rapporti con i dottori commercialisti, è bene ribadire che proprio attraverso il dlgs 39/2010 si prospetta per tutti coloro che sono iscritti al registro dei revisori la libera scelta per una nuova professione».

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