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Le specializzazioni forensi non piacciono a nessuno

del 19/10/2010
di: Gabriele Ventura
Le specializzazioni forensi non piacciono a nessuno
Continua l'opposizione alle specializzazioni istituite dal Cnf. Da ultimo, le camere civili e gli ordini forensi di Firenze e Bari si sono uniti al fronte del no al regolamento approvato dal Consiglio nazionale forense, che disciplina il percorso per diventare avvocati specialisti. Il nodo sarebbe il periodo transitorio, e in particolare il diritto, per i professionisti iscritti all'albo da oltre vent'anni, di presentare domanda di iscrizione a una singola specializzazione senza dover effettuare i corsi previsti per i giovani. Criticità che ha rimarcato anche il presidente dell'ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli, in occasione dell'evento «Avvocati e specializzazioni: opportunità e sfide», organizzato giovedì scorso dalla scuola di formazione legale Just legal services. Secondo Giuggioli, per gli ordini con elevato numero di iscritti, sarà complicato vagliare tutte le richieste che arriveranno dagli avvocati che hanno maturato tale anzianità. Dura, invece, la delibera dell'Unione delle camere civili, che se da un lato esprime apprezzamento nei confronti del Cnf per l'approvazione del regolamento sulle specializzazioni, dall'altro ritiene che debba essere «con urgenza, rivisto l'elenco delle specializzazioni di cui all'art. 3, nella parte in cui, del tutto incomprensibilmente e immotivatamente non annovera fra le aree del diritto in cui è possibile ottenere la specializzazione, il diritto civile classico, ricomprendente le materie dei diritti reali, successioni, obbligazioni e contratti, ed esprime, altresì, forte preoccupazione per altre discrasie rilevate nel medesimo regolamento». In tal modo, per le Camere civili, «gran parte dell'avvocatura civilistica verrebbe ingiustificatamente e immotivatamente privata della possibilità di poter ottenere un riconoscimento della specializzazione in tali materie che pur costituiscono, sia per antica tradizione, sia per l'attività pratica quotidianamente svolta, parte rilevante ed estremamente qualificata dell'attività professionale di un avvocato». L'associazione di categoria istituisce quindi una apposita commissione, con il compito di elaborare urgentemente un documento contenente le specifiche proposte dell'Uncc. E invita il Cnf «a rivedere con urgenza, anche al fine di permettere una tempestiva partenza delle scuole di alta formazione, il regolamento, con particolare riferimento all'elenco delle specializzazioni»; a costituire un gruppo di lavoro «con il concorso delle associazioni forensi e delle rappresentanze istituzionali, per un'immediata e organica revisione del testo del regolamento medesimo». Ricordiamo, infine, che, oltre alle Camere civili, il fronte del no al regolamento così come approvato dal Cnf comprende anche l'Oua, l'Aiga, l'Anf e gli ordini territoriali di Bari, Firenze, Napoli e Palermo.

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