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Ok all'istanza di sospensione della sentenza

del 15/10/2010
di: Giuseppe Aliano
Ok all'istanza di sospensione della sentenza
È ammissibile la domanda tesa ad ottenere la sospensione dell'esecuzione della sentenza, dalla stessa Ctr emessa, oggetto di ricorso pendente presso la Corte di cassazione. Nel dichiarare ammissibile l'istanza di una società, la Ctr Abruzzo (ordinanza n. 31/IX/10 depositata il 23 settembre 2010) ha recepito il contenuto della sentenza della Corte costituzionale n. 217 del 09/06/2010 depositata il 17/06/2010, la quale, in ordine alla possibilità di richiedere la sospensione successivamente al giudizio di primo grado, ha affermato che il comma 1 dell'art. 49 del dlgs n. 546 del 1992 non costituisce ostacolo normativo ad applicare al processo tributario l'inibitoria cautelare di cui all'art. 373 cod. proc. civ. E che, pertanto ritenendo l'art. 373 cod. proc. civ. astrattamente compatibile con il processo tributario ha dichiarato irrilevante la questione sollevata dalla Ctr Campania. Aggrappandosi alla decisione della Consulta, una società ha chiesto alla Ctr Abruzzo la sospensione dgli effetti della sentenza da essa stessa emessa, in base alla quale l'Agenzia delle entrate aveva emesso iscrizione a ruolo confluita in una cartella di pagamento di oltre 300 mila euro. La Consulta, in ordine alla possibilità di richiedere la sospensione della sentenza della Ctr, ha precisato che: «... a) non v'è, in proposito, alcuna pronuncia della Corte di cassazione, ma solo contrastanti orientamenti della giurisprudenza di merito, che non assurgono a diritto vivente; b) il contenuto normativo dell'art. 337 cod. proc. civ. (inapplicabile al processo tributario, per l'espresso disposto della norma censurata) è costituito da una regola («L'esecuzione della sentenza non è sospesa per effetto dell'impugnazione di essa») e da una eccezione alla stessa regola («salve le disposizioni degli artt. […] 373 […]»); c) l'art. 373 consta anch'esso, al primo comma, di una regola (primo periodo: «Il ricorso per cassazione non sospende l'esecuzione della sentenza») e di una eccezione (secondo periodo: «Tuttavia il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata può, su istanza di parte e qualora dall'esecuzione possa derivare grave ed irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione»); d) l'inapplicabilità al processo tributario, in forza della disposizione censurata, della regola, sostanzialmente identica, contenuta nell'art. 337 cod. proc. civ. e nel primo periodo del primo comma dell'art. 373 dello stesso codice, non comporta necessariamente l'inapplicabilità al processo tributario anche delle sopraindicate “eccezioni” alla regola e, quindi, non esclude di per sé la sospendibilità ope iudicis dell'esecuzione della sentenza di appello impugnata per cassazione. Da tale interpretazione, conseguirebbe che il c. 1 dell'art. 49 del dlgs n. 546 del 1992 non costituisce ostacolo normativo ad applicare al processo tributario l'inibitoria cautelare di cui all'art. 373 cpc e che, pertanto, la sollevata questione sarebbe irrilevante....».

Nel caso in esame, anche se il Collegio ha rigettato la richiesta sospensione, ha dovuto valutare se l'istanza fosse o meno ammissibile, emettendo l'ordinanza in esame, la quale apre alla possibilità di accedere alla sospensione anche successivamente alle sentenze delle commissioni di merito, sino ad oggi preclusa dal contenuto dell'art. 49 del dlgs 546/92, naturalmente nella sussistenza dei gravi e giustificati motivi che debbono assistere la richiesta.

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