Secondo questa ipotesi, commenta Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, un lavoratore dipendente, rientrante nello scaglione di reddito fino a 15 mila euro pagherebbe mediamente 129 euro l'anno pro capite con un aumento del 16,4%; un pensionato pagherebbe mediamente 156 euro pro capite con un aumento del 17,3%; mentre un lavoratore autonomo pagherebbe mediamente 155 euro pro capite con un aumento del 150%.
Per i redditi compresi tra i 15 mila e i 28 mila euro, su un lavoratore dipendente l'addizionale peserà mediamente 287 euro con un aumento del 16,7%; su un reddito da pensione 276 euro (+16,5%); mentre su un lavoratore autonomo 445 euro (+150%). Per i redditi al di sopra dei 28 mila euro i lavoratori dipendenti verserebbero pro capite, mediamente, ben 1.440 euro l'anno con un aumento di 864 euro l'anno; un pensionato verserà mediamente 1.410 euro (+846 euro); un lavoratore autonomo verserà 1.512 euro (+907 euro).
Attualmente con l'addizionale le regioni incassano 8,5 miliardi di euro, di cui 7,9 miliardi provengono dai redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati (il 93,7% del totale del gettito dell'imposta).
