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Servizi ingegneria sempre a destino

del 12/10/2010
di: di Franco Ricca
Servizi ingegneria sempre a destino
I servizi consistenti nell'esecuzione di lavori di ricerca e sviluppo in materia ambientale e tecnologica resi da ingegneri, ai fini della territorialità Iva, si qualificano come prestazioni proprie degli ingegneri e non come prestazioni scientifiche, anche se con contenuto creativo, e si tassano quindi nel Paese del committente soggetto passivo e non nel luogo di esecuzione. Lo ha dichiarato la Corte di giustizia Ue nella sentenza C-222/09 del 7 ottobre 2010, risolvendo la questione sollevata nell'ambito di una controversia sul luogo di imposizione delle prestazioni di servizi relativi a ricerche e analisi tecniche, nonché alla realizzazione di lavori di ricerca e sviluppo nel settore delle scienze naturali e della tecnologia. Detti servizi, riguardanti più precisamente ricerche e misurazioni di emissioni, studi sulle emissioni e sugli scambi di emissioni nocive, secondo la società prestatrice dovevano qualificarsi come lavori di ingegneria, soggetti a Iva nel paese del committente (Cipro), mentre l'amministrazione finanziaria polacca riteneva trattarsi di attività scientifiche, soggette all'imposta nel paese di esecuzione materiale (Polonia). Nella sentenza, la corte ha osservato che, per risolvere la questione, occorre stabilire se i lavori di ricerca e sviluppo in esame costituiscano prestazioni principalmente ed abitualmente fornite nell'ambito della professione di ingegnere, come tali soggette all'imposta nel paese del committente. Questo, secondo la corte, non è contestabile, poiché l'esercizio della professione di ingegnere comprende anche prestazioni che implicano l'acquisizione di nuove conoscenze e lo sviluppo di procedimenti nuovi. La corte riconosce che, in effetti, sono le attività scientifiche a caratterizzarsi generalmente per un aspetto innovatore e creativo; tuttavia, questa sola circostanza non può escludere che un soggetto passivo che svolge un'altra attività o professione, prevista da altre disposizioni della direttiva, possa effettuare anche, in via principale ed abitualmente, prestazioni aventi tali caratteristiche. La corte ricorda, poi, di avere già chiarito che la categoria di prestazioni tra le quali rientrano quelle scientifiche si caratterizzano, in particolare, per il fatto che sono fornite a una molteplicità di destinatari, cioè all'insieme delle persone che partecipano, a diverso titolo, ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, di insegnamento o ricreative, caratteristica che non sussiste, invece, nel caso in esame.

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