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Iscrizioni esentasse

del 12/10/2010
di: di Roberto Rosati
Iscrizioni esentasse
La tassa di concessione governativa di 168 euro non è dovuta all'atto dell'iscrizione nel registro speciale dei praticanti avvocati, ma nel secondo anno, da quando è consentito svolgere attività forense. Così ha risposto l'agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 103 dell'11 ottobre 2010, al quesito posto da un ordine degli avvocati in merito all'interpretazione dell'art. 22 della tariffa allegata al dpr 641/72. L'ordine aveva chiesto di sapere se la tassa fosse dovuta dal laureato in giurisprudenza per l'iscrizione nel predetto registro e dal praticante avvocato per l'ammissione al patrocinio, esprimendo parere negativo per entrambi i casi. Nella risposta, l'agenzia osserva anzitutto che, in base all'art. 1 del rdl 1578/34, nessuno può assumere il titolo, né esercitare le funzioni di avvocato o di procuratore se non è iscritto nell'albo professionale. Tale normativa prevede che per ogni tribunale civile e penale è costituito un albo di avvocati e che i laureati in giurisprudenza, che svolgono la pratica, sono iscritti, a domanda, in un registro speciale tenuto dal locale consiglio dell'ordine. Dopo un anno dall'iscrizione, i praticanti sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto e possono, altresì, essere nominati difensori d'ufficio, esercitare le funzioni di pm e proporre dichiarazione di impugnazione, con alcuni limiti di competenza. Ciò premesso, l'agenzia sottolinea che la citata disposizione prevede il pagamento della tassa di cc.gg. di 168 per l'esercizio di attività industriali o commerciali e di professioni, arti o mestieri, rilevando che durante il primo anno di iscrizione nel registro, tuttavia, il praticante non è ammesso all'esercizio della professione forense, che potrà invece essere svolta decorso un anno dall'iscrizione stessa. Occorre quindi stabilire se l'attività svolta dal praticante procuratore possa essere qualificata come «professione», in modo da realizzare il presupposto per l'applicazione della tassa. Posto che tale questione non risulta definita, l'Agenzia osserva al riguardo che, ai sensi dell'art. 2229 c.c., la legge determina le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi, mentre il successivo art. 2231 stabilisce che quando l'esercizio di un'attività professionale è condizionato alla iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento della retribuzione. Inoltre, l'esercizio del patrocinio e delle altre funzioni, dopo il secondo anno di iscrizione, richiede un giuramento la cui formula contempla l'adempimento ai doveri inerenti alla «professione forense». L'agenzia conclude che in caso di iscrizione nel registro per gli anni successivi al primo sussiste il presupposto per il pagamento della tassa, presupposto che non sussiste, invece, qualora l'iscrizione non abiliti all'esercizio di alcuna professione, come nell'ipotesi di iscrizione al primo anno nel registro speciale dei praticanti.

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