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No alle segnalazioni automatiche

del 12/10/2010
di: di Christina Feriozzi e Luciano De Angelis
No alle segnalazioni automatiche
Esclusa ogni forma di oggettivizzazione della segnalazione di operazione sospetta in presenza di frequente operatività in contanti del cliente anche sotto la soglia dei 5 mila euro o di prelievi e versamenti con intermediari finanziari di importo pari o superiore a 15 mila euro. Solo la valutazione complessiva dell'operazione, alla luce di tutti gli elementi conoscitivi soggettivi ed oggettivi in possesso del destinatario degli obblighi, può far scattare da parte di professionisti, intermediari finanziari e revisori contabili la segnalazione di operazione sospetta. È questo il senso dell'atteso intervento chiarificatore da parte del Mef, con la circolare interpretativa del 11/10/2010, prot. 297944, della Direzione V del Dipartimento del Tesoro, il cui testo è stato condiviso con Banca d'Italia, Uif e Guardia di finanza.

Il contante quale indice di anomalia. Per il ministero la più intensa circolazione del contante, anche rispetto alla media europea evidenzia maggiori rischi di riciclaggio e di evasione fiscale oltre che più elevati costi di gestione della massa monetaria ed indiretti costi di sicurezza.

Le movimentazioni di contante sono state, infatti, inserite nell'occhio del mirino a seguito della modifica dell'art. 41 del dlgs 231/2007, operata dall'art. 36 comma 1, lett. b) del dl 78/2010, con il quale si era precisato che costituisce «un elemento di sospetto il ricorso frequente o ingiustificato ad operazioni in contante, anche se non in violazione dei limiti previsti dall'art. 49, e, in particolare il prelievo o il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari o superiori a 15 mila euro». Da ricordare, in proposito che sempre lo stesso dl 78 aveva disposto l'abbassamento da 12.500 a 5 mila euro dei limiti fissati dal citato art. 49 del dlgs 231 allo scopo, tra gli altri, di ridimensionare il ricorso alle movimentazioni in contanti, che in Italia mantengono sempre un livello elevato, in particolare nel Centrosud, rispetto ad altri paesi europei come si può riscontrare anche dai dati del bollettino Uif 2009, pubblicato nel maggio 2010 (si veda tabella delle movimentazioni per regioni).

Già il ministero era intervenuto, in particolare sugli aspetti sanzionatori, relativi alle modifiche conseguenti al dl 78, con la precedente circolare, nota prot. 281178 dell'agosto 2010 (si veda ItaliaOggi dell'11/8/2010), ed ora si pronuncia per puntualizzare, in veste «prudenziale» l'applicazione del monitoraggio dei trasferimenti di contante, ai fini della segnalazione delle operazioni sospette. Interpretazione questa, che era già stata ipotizzata su queste pagine (si veda ItaliaOggi del 6/9/2010), nel senso di sostenere la necessità di valutazione caso per caso, con evidenziazione dell'obbligo di segnalazione di solo quelle situazioni concretamente a rischio di riciclaggio.

I criteri per la segnalazione. Secondo il Mef il controllo del movimento dei contanti va inquadrato nel contesto delle previsioni dell'art. 41 del dlgs 231, ossia la segnalazione scaturisce da «un procedimento complesso che si basa sulla valutazione di elementi oggettivi dell'operazione (caratteristiche, entità, e natura), di profili soggettivi riferiti al soggetto/cliente che richiede o effettua l'operazione, e di ogni altra circostanza conosciuta dal soggetto obbligato alla segnalazione, in ragione delle funzioni esercitate». Il processo per la segnalazione, pertanto, va interpretato alla luce dell'intero quadro normativo dettato in tema, ivi comprese le direttive contenute negli indicatori di anomalia per gli intermediari finanziari emanati dalla Banca d'Italia il 24/8/2010 (si veda ItaliaOggi del 28/8/2010), nonché quelli diffusi dal Ministero della giustizia il 16/4/2010 per i professionisti.

In pratica, le citate modifiche apportate dall'art. 36 del d.l. 78/10 sono dirette ad offrire ai soggetti obbligati un «campanello d'allarme» (l'utilizzo del contante) fornendo, si legge nella circolare: un elemento valutativo di particolare pregnanza, volto a qualificare meglio il sospetto circa il cliente o l'operazione e ad agevolare l'individuazione e la corretta ponderazione di eventuali profili di sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Come deve comportarsi il soggetto segnalante. La circolare esplicitamente esclude ogni forma di oggettivizzazione della segnalazione che non deve, quindi, essere effettuata in modo automatico, ma attentamente ponderato. La mera ricorrenza dell'indicatore in commento non è motivo di per sé sufficiente all'inoltro della «denuncia» da parte dei soggetti destinatari degli obblighi i quali, pertanto, dovranno:

1) valutare con attenzione l'operatività in contante dei clienti, anche sotto la soglia dei 5 mila euro, qualora essa appaia frequente e ingiustificata nel quadro delle conoscenze complessive degli stessi soggetti, nonché le operazioni di versamento e prelievo presso gli intermediari finanziari per importi pari o superiori a 15 mila euro;

2) raffrontare i dati sopra menzionati con le informazioni che si possiedono, inerenti il profilo soggettivo del cliente o dell'effettivo beneficiario dell'operazione, analogamente a quanto si deve operare in relazione alle altre tipologie di indici di anomalia.

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