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Project financing esteso

del 09/10/2010
di: di Andrea Mascolini
Project financing esteso
Finanza di progetto al di fuori degli strumenti di programmazione urbanistica e territoriale, applicabile anche alle società miste e alla locazione finanziaria; esclusione automatica fino alla soglia comunitaria; innalzamento da 500 mila a un milione della soglia per gli affidamenti a trattativa privata e fino a 1,5 milioni per la procedura ristretta semplificata; proroga fino al 2013 delle agevolazioni sui requisiti di partecipazione. Sono questi alcuni dei principali contenuti degli emendamenti presentati dal presidente della commissione lavori pubblici del senato, Luigi Grillo, all'articolo 11 del disegno di legge sulla semplificazione amministrativa (cosiddetto ddl Calderoli), che incidono sul Codice dei contratti pubblici, in un'ottica di semplificazione, prefigurando una sorta di quarto minidecreto correttivo. Per la finanza di progetto si delinea una procedura di affidamento semplificata per affidamenti relativi ad opere non comprese nella programmazione triennale, riformulando la procedura attualmente prevista dall'articolo 153, comma 19, del codice (dlgs 163/06). Le proposte (presentabili da parte di imprese e progettisti), dovranno essere valutate entro tre mesi dall'amministrazione. Dopo le approvazioni la proposta andrà in gara e il proponente avrà diritto di prelazione e potrà quindi aggiudicarsi il contratto alle migliori condizioni formulate in gara. La nuova procedura è previsto che si applichi anche alla locazione finanziaria o alla «costituzione di società miste per l'esecuzione in qualsiasi forma di lavori pubblici». L'emendamento Grillo prolunga dal 31 dicembre 2010 al 31 dicembre 2013 l'efficacia della norma che agevola gli esecutori di lavori pubblici (e ai progettisti) nella dimostrazione dei requisiti di partecipazione triennale e quinquennali. Si propone inoltre l'innalzamento da 500 mila euro a un milione di euro del limite massimo per l'affidamento dei lavori con procedura negoziata senza bando (ma previo esperimento di gara informale con cinque soggetti) e, contestualmente, l'aumento da un milione di euro a 1,5 milioni di euro del limite massimo di importo per l'affidamento dei lavori con procedura ristretta semplificata. Si prevede un periodo transitorio (fino al 31 dicembre 2013), durante il quale mantenere la possibilità dell'esclusione automatica delle offerte anomale, per gli appalti (di lavori, forniture e servizi) di importo non superiore alla soglia di rilevanza comunitaria, aggiudicati con il criterio del prezzo più basso. Per l'adeguamento dei prezzi contrattuali viene eliminato il riferimento alle «circostanze eccezionali» che devono essere, oggi, collegate all'aumento del prezzo del materiale da costruzioni e si ha riguardo soltanto al valore economico dell'aumento (che passa però dal 10 al 13% rispetto al prezzo rilevato dal ministero nell'anno di presentazione dell'offerta). In caso di fallimento dell'aggiudicatario o in caso di risoluzione del contratto per inadempimento si propone di introdurre l'obbligo di interpello del secondo in graduatoria al fine del subentro nel contratto di appalto. Modificata anche la norma sulle cause di esclusione che dovrebbe punire non soltanto (come accade oggi) i soggetti che abbiano reso documenti o dichiarazioni false, ma anche coloro che non abbiano presentato i documenti o le dichiarazioni prescritti dalla legge o dal bando previsti a pena di esclusione in quanto finalizzati ad accertare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni di partecipazione. Precisate anche le condizioni in presenza delle quali si intendono «gravi» le violazioni alle norme sulla sicurezza. Precisate anche le condizioni di esclusione in caso di collegamento e controllo.

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